Piccola storia di Jaci -Il Carnevale era pure “l’ora del dilettante”

Il carnevale, oltre alle sfilate dei Carri allegorico – grotteschi e dei Carri infiorati, aveva altre attività di contorno. Nel dopoguerra una di queste manifestazioni era l’ora del dilettante che si svolgeva nella sede consueta del “piano delle Basiliche” in Piazza Duomo. I dilettanti allo sbaraglio venivano accompagnati dall’orchestrina i cui componenti erano: alla fisarmonica Ciccio Daidone, al sax i fratelli Leotta, violinista La Rosa, alla batteria Pagano e agli ottoni Pagano.

Sul quel palcoscenico si sono cimentati tanti acesi: cantanti, parodisti, imitatori, macchiettisti, e tutti si rivelarono grandi per la loro bravura. Ci fu chi cantò “Na sera ‘e maggio” per due edizioni consecutive, “Santa Luci luntana”, “Calamita d’oro”, “La vita è bella”, qualche brano lirico, romanze d’epoca, ecc.ecc.

Memorabile fu la recita del Sig. Alfio Lanzarotti che si esibì nella macchietta napoletana “A’ fotu” riscuotendo un enorme successo tanto da dover concedere tante volte il bis.

Le prime edizioni “dell’ora del dilettante” furono un successo irripetibile, purtroppo via via nel tempo la manifestazione perse importanza tanto da scomparire dal programma del Carnevale

L’ora del dilettante – 1951

Nelle foto il direttore dell’Azieda di Cura , dott. Pistarà con il concorrente Ardizzone alias Quadaredda e con un piccolo cantante – anno 1951 –

per gentile concessione della Fam. Pistarà

Fonte: Quasi 70 anni vissuti nella mia città di Francesco Lanzarotti