Piccola storia di Jaci – Il Cimitero, anno 1922

Il Cimitero di Acireale: luogo pieno di opere d’arte , luogo che merita costante cura e pulizia, luogo vittima di nefandezze edilizie.

Un appassionato studioso delle vicende del Cimitero di Acireale è mons. Sebastiano Musmeci, che nei suoi volumi, dedicati alla vetusta chiesa della Madonna dei Miracoli, racconta l’origine e lo sviluppo del luogo.

Il Cimitero luogo del riposo eterno, luogo dove cacciare conigli, luogo dove i monelli scorrazzano tra le tombe, luogo che soffre la mancanza d’acqua corrente. Nel brano seguente il sacerdote, testimone dell’evento, descrive la visita del novello IV vescovo di Acireale, mons. Fernando Cento nativo di Pollenza di Macerata.

“….Il 12 novembre 1922 fa ingresso, in Acireale, il nuovo vescovo, monsignor Fernando Cento, marchigiano; è il primo vescovo che viene dal continente. Il cimitero fu una delle prime visite che egli si propose. Era il mese di novembre; un po’ di pulizia era stata fatta e il verde appariva sui tumuli di terra dopo il secco solleone.

All’ingresso non esistevano nè la Cappella dei Caduti, nè le cappelle laterali: colpivano l’ossario, vasto spiazzo di pietra di cotto con le botole, e la vecchia chiesa cadente della Madonna dei Miracoli

… Ero in prima linea e seguivo con interesse, ragazzino com’ero, quell’uomo fascinoso che incedeva solenne, circondato dalle autorità, con lo sguardo penetrante che scrutava dovunque. Monsignor Cento si fermò sulla base della croce di legno, che ora è stata rimossa dallo spiazzo dell’emiciclo, e in un atmosfera grave e solenne, pregna di riverenza e di mistero, inizio a parlare. Il vescovo, con voce articolata, disse tante cose che non saprei riferire, ma ricordo, e porto nelle orecchie il suono vibrante delle sue parole, quando, con sentita e accorata declamazione, espresse questo pensiero : “Cari Acesi, se dovessi giudicare la vostra fede dal modo come curate il vostro “cemeterio”, io dovrei giudicarvi severamente: siete dei pagani! 

Queste parole operarono uno scuotimento profondo e da quel momento il cimitero entro nel cuore di tutti; le autorità si mossero per operare dopo tanta inerzia e tanto torpore e ci fu la rinascita di iniziative che nel tempo operò una marcia, lenta ma ordinata e di pieno recupero.”

Brano tratto dal volume “La Madonna dei Miracoli” di Mons. Sebastiano Musmeci

Foto dal blog Fan city