Piccola storia di Jaci – Il disastro ferroviario alla stazione di Guardia, 15 dicembre 1912.

La sera del 15 dicembre del 1912 nella Stazione ferroviaria di Guardia Mangano si verificava lo scontro di due treni causando la morte di diversi passeggeri e numerosi feriti. Sul luogo del disastro accorrevano il sottoprefetto cav. Venuta, l’on. Grassi Voces, il vescovo, mons. Arista e numerosi volontari tra cui molti medici e infermieri. L’incidente nasceva da un errore degli scambi, i responsabili che erano Il capo stazione di Guardia Mangano e lo scambista si rendevano irreperibili.

Di questo tragico incidente una notizia emerge dai diari della Signora Grazia Greco Calì che alla data della domenica del 15 dicembre annotava:

Quante disgrazie Gesù mio! Abbiamo inteso, mentre eravamo dai Santamargherita, che alla Stazione di Mangano si scontrò il diretto con un accelerato o merci, non si sa ancora con certezza. Si dice che vi siano diversi morti e feriti. Venne il sig. Raffaele Patanè per dire che Ciccino era partito con la squadra di soccorso con un treno speciale” .

Sempre la signora Greco annotava il lunedi 16 dicembre:

“Ciccino tornò questa notte alle tre e mezza. Disse che il disastro fu tremendo. Si calcolavano ina ventina di morti e una quarantina di feriti… E pensare che tutto questo accade solo per una distrazione dell’impiegato che mise lo scambio del binario sulla linea dove si trovava il treno merci fermo. Il diretto perciò correndo con velocità spaventosa, lo urtò violentemente. Vi sono anche, fra le vittime, dei parenti dei parenti dei ragazzi del Collegio Pennisi che tornavano ai loro paesi dopo aver assistito alla premiazione.

L’avvocato Saporita , figlio della signora Greco, nella nota aggiunge che i solenni funerali delle vittime furono celebrati nella Cattedrale di Acireale da mons. Arista e all’ingresso della Basilica venne esposta la seguente scritta “Il mostro ansante che doveva condurvi in seno alle vostre famiglie à maciullate le vostre ossa ed à infranto i vostri sogni, sperdendo l’eco di una festa che nell’esultanza legittima del vostro spirito e nella commozione del vostro sangue, vi aveva fatto pregustare la gioia del domani”.

Altra testimonianza sulla sciagura ci arriva dal sig. Pietro Pappalardo, cameriere di mons. Arista che nelle sue memorie scriverà: “La sera dell’ 8 dicembre 1912 ( la sciagura si verifica il 15) a tarda ora giunge la notizia di un disastroso scontro di treni avvenuto nella stazione di Guardia Mangano con dei feriti e qualche morto. Il Vescovo accompagnandosi ad un sacerdote corse immediatamente sul luogo del disastro, dove giunse in tempo per dare l’assoluzione al povero fuochista già in fin di vita perchè orribilmente incagliato tra i rottami della locomotiva. il macchinista ed alcuni viaggiatori gravemente feriti furono trasportati all’Ospedale Santa Marta di Acireale. Il Vescovo vi si recava a visitarlo quasi ogni giorno e qualche volta a celebrarvi la S. Messa nella stessa corsia la quale cosa a quei poveri infortunati era di gran sollievo e non lasciavano perciò di mostrarsene immensamente grati specialmente il macchinista ed un signore calabrese. Questi attribuiva la salvezza della sua vita alla Madonna di Pompei di cui portava addosso un’immaginetta la quale con viva fede faceva vedere agli astanti.

Il preside Alfonso Sciacca curatore delle note del volume sui “Cenni biografici di mons. Arista” scritti dal sig. Pappalardo ci fa sapere che il vescovo si rivolge ai fedeli attraverso un Avviso Sacro per informarli dell’accaduto e con l’invito alla preghiera. Il Vescovo nell’ avviso ,testo rintracciato sullo “Zelatore Cattolico” scriveva : “Vogliamo che anche a costoro giunga la parola del nostro conforto, l’eco, il fremito della nostra preghiera”.

La pagina di Wikipedia riporta la notizia con lo stralcio dell’articolo de’ “La Stampa” dell’edizione del 16/12/1912.

Riportiamo integralmente anche l’articolo reperito nell’archivio storico del quotidiano.

Il treno merci facoltativo n. 913 diretto a Catania si trovava in sosta sul terzo binario della stazione in attesa dell’incrocio con il treno diretto n. 116 proveniente da Siracusa e diretto a Roma, che avrebbe dovuto arrivare alle 17.53 (Direzione Generale delle FF SS, Orario ufficiale delle Strade Ferrate del Regno d’Italia, quadro 252, Torino, Fratelli Pozzo, 1912, p. 162.)

 Alle ore 18:40 il treno diretto , in notevole ritardo, giungeva a velocità sostenuta dovendo essere ricevuto sul primo binario di corretto tracciato per il servizio viaggiatori. Per errore del personale della stazione il deviatoio di ingresso lato Acireale fu lasciato in posizione di deviata verso il terzo binario. Il treno diretto, in testa al quale vi erano due locomotive a vapore impattò violentemente contro la locomotiva del treno merci. La carrozza pullmann si incastrò nella vettura ristorante che a sua volta per il contraccolpo sfondò le due successive. (Particolari sul disastro ferroviario sulla linea Messina-Catania, in La Stampa, n. 350, 17 dicembre 1912, p. 4.)

La locomotiva del diretto, il bagagliaio e la vettura di terza classe furono gravemente danneggiate. La carrozza mista di prima e seconda classe si frantumò mentre quella ristorante si spezzò dopo essere sviata. (Agenzia Stefani, Il comunicato ufficiale, in La Stampa, n. 350, 17 dicembre 1912, p.)

 Sul posto giunsero sollecitamente ambulanze e soccorritori, autorità civili e militari. Vennero poi fatti affluire treni di soccorso La mattina del giorno successivo giunsero 160 militari per lo sgombero dei rottami. (Agenzia Stefani, Il comunicato ufficiale, in La Stampa, n. 350, 17 dicembre 1912, p. 4. redazione, I morti e i feriti, in La Stampa, n. 350, 17 dicembre 1912, p. 4.)

Perdevano la vita 15 persone e ne rimanevano seriamente ferite oltre 30. La maggior parte delle vittime tra i passeggeri furono nella vettura ristorante, oltre al personale ferroviario, il macchinista e il fuochista del treno diretto. I feriti più gravi vennero trasportati all’ospedale di Acireale, il più vicino, mentre gli altri all’ospedale Garibaldi di Catania. (Agenzia Stefani, Il comunicato ufficiale, in La Stampa, n. 350, 17 dicembre 1912, p. 4. redazione, I morti e i feriti, in La Stampa, n. 350, 17 dicembre 1912, p. 4.)

La notizia del disastro approda nell’aula parlamentare nella seduta del 16 dicembre 1912 con un interrogazione da parte dell’on De Felice Giuffrida che informa il Governo dell’accaduto e sottolinea la necessità della creazione del doppio binario!

Immagine del disastro dalla rivista “L’illustrazione Italiana” di F. Molino con relativa didascalia.

Archivio di stato

Registro dei morti 1912

nominativi e luoghi di residenza trascritti a seguito dell’incidente

Cav. Mileto Antonio Gerace marina

Marcianò Domenico Cannitello

Medri Amilcare Milano

Patanè Carmela Giarre

Susinna Sebastiano Giarre

Susinna Maria Giarre

Raspaolo Giovanni Messina

Durante Salvatore Messina (fuochista delle locomotiva)

Panarello Giuseppe Messina

De Angelis Maria Alì (Me)

Rosemberg Rodolfo Francoforte sul Meno (Impero Tedesco)

Ahrens Roberto (Palermo)

(S.P.)