Piccola storia di Jaci – Il sisma del 20 febbraio 1818 descritto da Lionardo Vigo.


Il 20 febbraio del 1818 una violenta scossa di terremoto colpì l’intera area etnea, causando devastazioni crolli e danni generalizzati. Le vittime furono circa 70.

Una testimonianza di quello che accadde quella sera è stata tramandata dal poeta Lionardo Vigo Calanna:

….E giusto , quando scoppio’ il terremoto del 20 febbraio 1818 all’ora una della notte , io scriveva quel sonetto al Giannangelo nella camera verde del nostro palagio alla Trinità (via Galatea di fronte via Rote). In casa , anzi in città, non era della famiglia che io , mia nonna e la zia Giuseppina. Tentai di aprire la porta , e per quanto lo tentassi, sempre più si richiudeva. La dolce nonna mia, appoggiata ad una cameriera, s’avviava per le scale , chiamandomi a nome; e ancor mi suona nell’orecchio e più nel cuore la sua voce: -Nardu, Nardu!- , ardente e passionata ad un tempo. La zia Giuseppina era già sotto il portone; raggiunsi la nonna al pianerottolo della scala, la calmai, la feci tornare nel suo appartamento, feci risalire la zia, visitai la casa; v’erano poche fessure, non pericolo; e corsi dalle zie e dagli altri parenti. La luna era piena – la temperatura elevata- di colpo si velò di una nebulosità come nell’eclissi. Nessuno dei miei aveva sofferto: più di un palagio erasi guastato in città.

(fonte: Lionardo  Vigo e i suoi tempi” – G. Grassi Bertazzi)