Piccola Storia di Jaci – Il Solstizio d’estate e La Meridiana , 1843

Entrando nel Duomo di Acireale, appena giunti nel transetto dopo aver percorso la navata centrale, appare la maestosa Meridiana solare che si estende dal primo pilastro posto alla a sinistra fino alla cappella di S. Venera. Alzando lo sguardo al di sopra della cancellata che chiude detta cappella, si vede un punto luminoso: e’ il foro gnomonico. La base di detto foro (disposta sulla perpendicolare condotta dallo stesso) e’ scolpita su un marmo in cui  si trovano le seguenti iscrizioni: ALTEZZA DEL GNOMONE METRI 9,104; LUNGHEZZA DELLA MERIDIANA  M. 16,452. I dati geografico – astronomici della meridiana di Acireale sono scritti ai bordi di sette  lastre di marmo di 209.5 cm ciascuna che si dipartono dal lato sinistro della cancellata (guardando l’altare di S, Venera) e si estendono verso nord. Nel lato orientale si Legge: INCLINAZIONE DELL’AGO MAGNETICO 53° 1′ 55″ * LUNGHEZZA DEL PENDOLO SEMPLICE CHE BATTE MINUTI SECONDI 992mm,86 * DURATA DEL G!ORNO MASSIMA : 14h 46’4 : MINIMA 9H 33′,8* DURATA DEL CREPUSCOLO CIVILE: MASSIMA AI DI’ 21 GIUGNO OH 39′,3 E 21 DICEMBRE OH 37′: MINIMA AI DI’ 16 MARZO E 28 SETTEMBRE OH 32′ ,8. A questo punto, giunti all’ estremità nord, in prossimità del primo pilastro della navata centrale, dopo la formella con la raffigurazione del capricorno, si trova, oltre alle  unita’ di misura di lunghezza allora in voga, la… firma dell’astronomo: “DIRETTA DALL’ASTRONOMO CRISTIANO FEDERICO PETERS DI FLENSBURGO IN DANIMARCA L’ANNO DI CRISTO 1843″. La scritta prosegue nel bordo occidentale: OBLlQUITA’ APPARENTE DELL’ECLITTICA 23° 27′ 36″,56 .” LATITUDINE GEOGRAFlCA BOREALE 37° 36′ 33″.5 * LONGITUDINE GEOGRAFICA AD ORIENTE DELL’ ISOLA DI FERRO 32° 51′ 10″ * LUNGHEZZA DI UN GRADO DEL MERIDIANO 110974 m,73: DEL PERPENDICOLO 88281m.90 * ALTEZZA DELLA MERIDIANA SUL LIVELLO DEL MARE 159m.70 Per indicare la posizione del sole nella sfera celeste durante I’anno si trovano dodici formelle in marmo con la rappresentazione delle costellazioni dello zodiaco: il Cancro (nella cappella di S. Venera): a proseguire nel lato a oriente: Leone, Vergine, Bilancia, Scorpione, Sagittario. La formella del Capricorno si trova all’estremo nord; quindi proseguono nel lato a occidente: Acquario. Pesci, Ariete. Toro, Gemelli (le formelle furono disegnate da Giovan Francesco Boccaccini , mentre i lavori furono realizzati dallo scultore catanese Carlo Cali’). Il foro, posto nella volta della cappella di S.Venera. permette il passaggio del raggio solare che, giungendo sui pavimento,genera una ellisse luminosa. Le sue dimensioni variano  da quella massima in cui l’asse maggiore di 38 cm. e quello minore 18,2 cm (in corrispondenza del solstizio invernale – punto più vicino alla sacrestia) a quella di un piccolo disco di diametro 9 cm. (in corrispondenza del solstizio estivo – punto più vicino alla cappella di S.Venera). E cioè prima del “1 luglio MCMXVIII (data della collocazione della cancellala a destra della quale una targhetta ricorda ai posteri lo zelo della “Regia Cappella e la generosità di cospicui cittadini” nei confronti della Santa Patrona) perchè da allora, per oltre due mesi in prossimità del solstizio estivo, essa impedisce il passaggio dei raggi. Tale cancellata “disegnata dall’Ing. E. Basile ed eseguita dal Cav. A. Paradiso” e di notevole pregio artistico. A oriente e a occidente della retta N-S, posta nel centro, sono tracciate due rette  convergenti verso la base dello gnomone che delimitano l’ellisse nei vari giorni dell’anno aiutano , cosi, Ia determinazione del mezzogiorno vero. «Il “ciantro” Pier Tommaso Continella, Alessandro Scudero Figuera, Filippo Rossi e Giovanni Vigo Platania, con lettera del 22/2/1842. fecero istanza al Sottindendente per “convocare la seduta straordinaria di questa Decuria onde deliberare una significante somma su i fondi Comunali per servire di aiuto alla forte spesa che si deve impiegare per la costruzione della Meridiana nella Madre Chiesa, opera di sommo vantaggio per la Comune ponendola in questa parte al par delle grandi citta’”. La Decuria, nella seduta straordinaria del 3 Aprile, approva il concorso alla spesa per la costruzione della meridiana deliberando di partecipare con un contributo di onze 100».  La “costruzione della meridiana nella Madre Chiesa”, veniva definita “opera di sommo vantaggio per la Comune” e i sopra elencati benemeriti acesi vedevano nella meridiana l’occasione per annoverare “Acireale al par delle grandi città. Infatti bisognava andare a Messina (Astronomo Antonio Maria Jaci, 1804; cancellata dagli eventi bellici dell’43) o a Palermo (Astronomo G. Piazzi. 1794) per trovarne altri esempi. A Catania la meridiana era stata da poco ultimata (1841) per opera dei due scienziati: il dott. Wolfgang Sartorius e il dott. Cristiano Federico Peters nella Chiesa di S. Nicolo’ I’Arena. Gli acesi pertanto affidarono al danese Peters l’incarico di un’ opera così delicata i cui lavori ebbero inizio il 24/2/1842 . Egli per poter “soprintendere all’opera alloggiò in Aci all’albergo Etna dal 19/12/1842 al 1/1/1843 e poi  daI 19 al 22 maggio e dal 15 al 17 giugno 1843 nella quale data pose termine alle sue prestazioni”. A lavoro ultimato L’astronomo danese ricevette il compenso di 100 onze … insieme a una scatola di dolci e ad una lettera di ringraziamento dei componenti la Commissione b.ne di S. Carlo e Leonardo Vigo Fuccio . Ed ecco la “garbata lettera ” che il Peters scrisse per “accusare ricevuta”‘ Gem.mi Signori La lettera  cortesissima, colla quale mi hanno onorato , siccome il dono dolcissimo  (con in mezzo 100 onze, monete d’oro) pervenutomi per via dell’amico  Gravina, mi impongono doppiamente di protestare la mia gratitudine. Quando alcuni Signori di Aci Reale. secondando la pubblica brama di codesto luogo per una meridiana, chiesero alla mia persona di pigliarmene la direzione fui colpito dalla fiducia che in me ponevano  si lusinghevole ,ma più ancora fui allegrato dell’aver l’occasione di far del bene al paese Siculo. Animato da quest’idea, cercavo di donare all’opera ogni esattezza possibile ,cosi feci perchè mi prendeva diletto. E se adesso e’ riuscita l’opera s’e’ riuscita a contentezza  dei Signori Acitani, se forma ora un vero ornamento della chiesa, da un indizio al viaggiatore che passa del sentimento patriottico insieme ed istruito della popolazione. Infine se la Meridiana comincerà sempre più a divenire da oggetto di puro lusso ma strumento di pubblica utilità terrò la più bella ricompensa nella propria soddisfazione. avere impiegato bene alcuni istanti della vita… Catania 1843. Luglio 14. Loro aff.mo e dev.mo Peters . Accanto a tanta “contentezza dei Signori Acitani” c’e’ pure da registrare “invidie e gelosie” di cui non e’ rimasto privo l’intervento di Peters nella città .

(tratto da Memorie e Rendiconti – dott. Antonino Ortolani)