Piccola storia di Jaci – La festa ” da Madonna di lu Rusariu”

Il culto della Madonna del Rosario nasce nel lontano 1208 dopo l’apparizione a San Domenico de Guzman. Questo culto prende piede nella nostra zona dopo la Battaglia di Lepanto del 07 ottobre 1571, giorno che papa Gregorio XIII dedica alla Madonna del Sacratissimo Rosario, Infatti una delle più antiche tele del Duomo è dedicata a questa Madonna e commissionata , nel 1600 , al pittore messinese Antonio Catalano detto “il vecchio” . La devozione alla Madonna divampa nella nostra città in occasione della peste di Messina del 1743 che grazie all’intervento miracoloso scampa al contagio. Infatti ogni prima domenica di maggio la città celebra una festa di ringraziamento. Dopo questo evento i padri domenicani provvedono a far realizzare una statua che viene benedetta il 07 ottobre del 1745. i Padri ottengono pure licenza di “portare in processione con pompa nel giorno della sua festa”.

Una foto del 02 maggio 1915 certifica la celebrazione costante della ricorrenza anche alla vigilia della Grande Guerra. la didascalia della foto recita: Piazza San Domenico, vestita a festa in onore della Madonna del Rosario, che si venera nella chiesa dedicata al Santo Predicatore. A sinistra, la via Marchese di San Giuliano (dedicata al ministro degli esteri scomparso nell’ ottobre del 1914) con l’edificio della Biblioteca Zelantea ancora in costruzione e , più avanti, sempre nello stesso lato, le case in alto rispetto al livello della strada e, in fondo, il muro che chiudeva quest’ultima dopo l’incrocio con via Paolo Vasta. (cit. prof. Cosentini)

Dopo la tragica parentesi della II guerra mondiale la festa esterna viene ripresa e celebrata solo per qualche anno . Per far scendere il fercolo dalla ripida scalinata viene costruito un meccanismo di aste (vaine) con argano che consente la discesa del fercolo ligneo.

Sulla ripresa della festa esiste un aneddoto raccontato dal sig. Francesco Lanzarotti , tipografo. Infatti con la fine della guerra tutti i Santi patroni ripresero a girare per le strade della città trascinati dai rispettivi devoti. La Madonna doveva uscire pure lei e il comitato per l’occasione “ingaggiava” la manovalanza capeggiata da Pisciacito alias Sebastiano Battiato netturbino. La Madonna uscì dalla chiesa di San Domenico , con lo sparo di bombe, accompagnata dalla musica della banda. La piazza gremita, era illuminata con un palco addobbato “a festa” per l’esecuzione di un concento. I”portatori” tiravano il carro , ogni tanto qualcuno scappava alla “chiazza”, qualche mala parola scappava ma in fin dei conti tutto andò per il verso giusto. Col rientro della Madonna dopouna vivace discussione sull’accordo perche la questua non era andata come previsto, i portatori furono pagati e per il futuro per evitare discussionisi pensò di chiamare i giovani di qualche circolo cattolico per dare più decoro alla festa e per impiegare le somme per altri scopi.

Un’altra festa, non ricordo l’anno, fu celebrata negli anno 80 e nel 1993 per arrivare al 2013 con la costituzione di un benemerito Comitato dei festeggiamenti della Madonna del Rosario costituito da componenti del vecchio comitato del 1993 e da devoti edella Madonna. Nel comitato ,a differenza di tanti altri, c’è una quota “rosa” che si occupa dell’organizzazione della festa. Il comitato malgrado la chiesa sia chiusa, a causa del sisma del dicembre del 2018, rimane attivo è promuove: il culto alla Beata Vergine,le attività durante dell’anno liturgico, la manutenzione ordinaria della chiesa e la cura del simulacro della Madonna, ultimamente, sempre per iniziativa del comitato, sono stati restaurati degli argenti e gli ori, come la corona , i rosari e alcuni ex voto, oggetti di fine oreficeria settecentesca.

Gli ultimi festeggiamenti esterni della Madonna sono stati fatti nel 2016 in occasione dell’Anno Santo della Misericordia e 273° anniversario del voto cittadino e nel 2018, 275° anniversario del voto.

Si ringrazia Salvo Terni del Comitato festeggiamenti per la cortese disponibilità

Fonti : Il racconto dell’arte – preside Alfonso Sciacca

” Se dietro l’imponenza di San Domenico ci fosse San Giuseppe ” di Don Giuseppe Guliti pubblicato in Paesi etnei

Quasi 70 anni vissuti nella mia città del sig. Francesco Lanzarotti

(S.P.)