Piccola storia di Jaci – La meccanizzazione dei servizi demografici , anno 1961/62

Con l’elezione a Sindaco dell’On. Gaetano Vigo in giunta entrava il giovane assessore dott. Rosario Il Grande con delega ai Servizi Demografici. Lo stesso dott. Il Grande dalle pagine del “Gazzettino del Sud” narra le vicende e gli ostacoli che dovette affrontare nella riorganizzazione dell’Assessorato fino alla rimozione per assegnazione ad altra delega dovuta al rimpasto della giunta in seguito alla scomparsa dell’On. Vigo.

Fino alla meccanizzazione dei servizi demografici e successiva informatizzazione dei dati, i certificati si compilavano ” a mano” per ottenere un qualsiasi certificato occorrevano almeno 5 giorni , nei casi di urgenza pagando una sovrattassa i tempi di attesa si accorciavano a 2 giorni. La maggior parte degli acesi, in caso di necessità, si rivolgeva a degli “uffici” esterni di disbrigo pratiche o a “spidugghia catti”, che giornalmente gironzolavano dentro il Comune o direttamente ai consiglieri comunali di maggioranza e opposizione.

Uno dei primi obbiettivi del neo assessore Il Grande fu l’avvio della meccanizzazione negli uffici per produrre più celermente i certificati, allo stesso tempo di ridurre il margine di errori e il potenziamento delle delegazioni comunali nelle frazioni che da 2 passavano a 4. Infatti gli acesi delle frazioni erano costretti a venire in centro o delegare gli “strascina faccende” per ottenere un qualsiasi certificato.

La meccanizzazione degli uffici per produrre i certificati , sul modello usato dalla Prefettura, suscitò malumori da parte di quella platea che esercitava il “servizio” di disbrigo documenti, questa novità avrebbe sottratto al loro controllo una buona parte di cittadini che richiedeva questi servizi. Con scomparsa prematura dell’On. Vigo e il successivo rimpasto della giunta al dott. Il Grande veniva assegnata la delega ai Lavori Pubblici, si interrompeva momentaneamente il processo di modernizzazione degli Uffici demografici del Comune.

Fonte storica – “Spigolando nella memoria” dott. Rosario Il Grande