Piccola storia di Jaci – L’Angelo custode

Visitando la Cattedrale di Acireale , nel II altare di destra si puo ammirare la tela di Antonio Platania che raffigura l’Angelo Custode dipinta nel 1630 . Del significato di questa tela ,il Preside Alfonso Sciacca nel suo “Il Racconto dell’Arte” scrive….La citta’ e’ qui rappresentata nei panni di un bambino amorevolmente guidato dall’Angelo , le ali spiegate e riccamente ricoperto da un mantello ricamato. La scena e’ animata da un vivace movimento  accentuato dagli svolazzi dei lembi delle vesti. Angelo e bambino volano sulla citta’ che si distende ai loro piedi ben riconoscibile per gli svettanti campanili e, come al solito, delimitata dal mare e sovrastata dall’Etna in eruzione. L’esegesi della tela presuppone precisi riferimenti storici. Intorno al 1530 i casali riuscirono ad allontanare il Barone Mastrantonio. Credevano in tal modo di godere per intero dei profitti della demanialita’. Ma lo stato dei fatti era ben diverso. Le famiglie catanesi, ” da tempo proprietarie di buona parte dei piu’ fertili terreni di Aci”, erano pronte a sostituirsi ai baroni nel governo dei casali. Alla loro ambizione si oppose la borghesia locale desiderosa anch’essa di realizzare guadagni in proprio favore. Per tutto il cinquecento le due parti , le famiglie catanesi e la borghesia acese, si contesero il primato sul territorio, finche’ non ebbe il sopravvento l’intrapendenza degli acesi che nel 1615 ottennero dal vicere’ per la loro terra il titolo di citta’. Da questo anno in poi prese piu consistenza l’orgoglio civico degli acesi. E l’arte divenne strumento di potere e suo corollario. Trascorsero 3 lustri e, nel 1630, Antonio Platania dipinse questa tela che conclude un  faticoso percorso di assestamento, dopo l’emancipazione dai baroni, e segna l’inizio di un’ esaltante autonomia politica e di governo della borghesia locale. La tela dipinta per “divottione”, e’ un proclama politico finalizzato a dare lustro e consistenza alla nuova classe di governanti. Un proclama “laico” nei panni di arte religiosa Ed e’ qui la sua geniale portata. Da questo momento l’arte sacra usa modellarsi anche secondo le esigenze della societa’ talora perfino anticipandole. La ricercata eleganza degli abiti dell’Angelo, il prezioso ornamento di gemme e il richiamo alle floride spighe, che chiudono ai lati l’immagine della citta’, sono messaggi subliminali finalizzati alla ricerca del consenso……”EPSON scanner image