Piccola storia di Jaci – Le ore sucessive al terremoto di Messina, 28 dicembre 1908.

Una testimonianza preziosa sulle ore successive al terremoto di Messina proviene dalle pagine del diario di Pietro Pappalardo, cameriere di Sua Ecc. Mons. Arista. La scossa sismica fu avvertita in modo importante nella città di Acireale ma fortunatamente non si lamentano danni importanti e nulla fa presagire del disastro accaduto a Messina distante da Acireale 80km.

Le prime notizie giungono in serata, corre voce di un piroscafo giunto al porto di Catania e proveniente da Messina pieno di feriti. L’indomani il venerabile Vescovo parte alla volta di Messina attraverso il treno. La linea ferroviaria che collega Messina con Catania è a binario unico e tutti i treni provenienti da Messina hanno la precedenza perchè trasportano i feriti nei vari ospedali tra cui Acireale e Catania. I treni che vanno verso Messina si devono fermare ad ogni stazione, capolinea è Tremestieri, la cui stazione non ha subito gravi danni. Dalla testimonianza si può ricavare pure che le macerie furono assaltate da tanti sciacalli in cerca di bottino e tanti di questi vengono acciuffati dai Carabinieri e posti agli arresti per accertamenti in uno dei locali della stazione.

I superstiti man mano si radunano allo scalo ferroviario nei vari binari morti in attesa del turno per lascare la città qua e la qualche tafferuglio per accaparrarsi un posto sui treni sotto l’occhio vigile dei militari armati con baionetta in canna.

brevi notizie ricavate dai “Cenni biografici di mons. G.B. Arista scritte da Pietro Lombardo