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Piccola storia di Jaci – L’estate sporca delle coste acesi, luglio 1974

Luglio 1974, sulla stampa locale, vengono pubblicati diversi articoli sulla precaria situazione sanitaria in cui versa il litorale e la stessa città di Acireale.

Estratto da “Acireale 1974 cronaca di un anno” a cura di Vincenzo V. Catania, Lia Cutuli e Pippo Bella

Mare inquinato: Divieto di bagni a S. Maria La Scala e Capomulini.

Le speranze degli acesi di vivere un’intensa stagione balneare, cadono infrante sotto i colpi dei risultati degli esami batteriologici dell’Ufficio Provinciale di Igiene, i quali accertano che le acque di Capomulini e di S. Maria la Scala sono fortemente inquinate. Amareggiata e delusa, molta gente preferisce difendersi dalla calura chiudendosi in casa. Alla luce degli allarmistici risultanti, un’ordinanza del Sindaco (prof. Giuseppe Scandura) vieta i bagni nelle due frequentatissime frazioni. Un paio di lidi balneari sono costretti a chiudere i battenti. La situazione, in realtà, è abbastanza grave, soprattutto a Capomulini dove gli scarichi delle abitazioni private finiscono in mare senza essere prima filtrati da un depuratore. Ma anche a S. Maria la Scala i limiti dell’inquinamento sono contro ogni paziente sopportabilità perchè sulle sue spiagge si riversano le fogne del centro cittadino.

Operazione pulizia

Si cerca di fare qualcosa per evitare almeno il diffondersi di infezioni o , addirittura, di epidemia. Viene cosi disposta dall’assessore all’igiene e alla sanità cav. Santino Cavallaro, su scrupolose direttive dell’ufficiale sanitario prof. Giuseppe Leonardi, una massiccia e straordinaria operazione di pulizia e disinfettazione delle vie e delle piazze del centro e delle frazioni, allo scopo di debellare eventuali focolai infettivi, L’operazione, effettuata da personale qualificato, interessa soprattutto le zone del litorale le cui acque sono risultate inquinate o si teme di esserlo. I responsabili dell’ufficio di igiene e sanità fanno anche appello alla collaborazione dei cittadini, invitandoli ad evitare l’abitudinario e deplorevole costume di scaricare i rifiuti ad ogni angolo di strada o sulla scogliera ed a servirsi degli appositi sacchi e dei cestelli.

Ad aggravare questa emergenza si aggiunge la minaccia di uno sciopero dei netturbini a ridosso della festività di Santa Venera.

(S.P.)

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