Piccola storia di Jaci – L’incanto

Il 16 luglio si celebra la solennità liturgica della Madonna del Carmelo patrona di Aciplatani mentre la festa “grande” si celebra per l’ottava di Pasqua. Uno dei sistemi per finanziare le spese della festa era “L’incanto” che poi è una vendita al miglior offerente. Nella scheda del prof. Centamore ci descrive le caratteristiche e i personaggi di quest’evento.

Fino a qualche decennio fa, in occasione della festa “da Madunnuzza di Patanè” non poteva mancare l’incanto. Un momento tanto atteso, che ha accompagnato nei secoli non solo la festa di Aci Platani, ma anche tante altre feste di devozione popolare.

Si trattava di una vera gara di generosità ed una occasione per i tanti devoti per contribuire concretamente alle spese dei festeggiamenti portando doni di ogni genere: canestri riempiti di frutta, verdura, biscotti, torte, salumi, non escludendo anche animali, dalle galline ai conigli ed altri ancora. La particolare vendita all’asta, nelle ultime edizioni, ha visto come banditore un veterano della tradizione, il signor Turi Pavone: persona capace ed esperta come pochi, che con maestria riusciva sempre a stimolare ed incitare la gente, accorsa numerosa, ad acquistare i prodotti a suon di rilanci, per poi consegnare i doni al miglior offerente. Solitamente, l’atteso momento, che si teneva la vigilia della festa, si concludeva mettendo all’asta uno o più quadri della Vergine Santissima che, per l’occasione, venivano preparati dal Signor Torrisi, noto falegname locale che aveva il laboratorio in via Porto Salvo. Il ricordo dell’incanto costituisce un autentico tuffo nel passato, quando una società semplice e meno progredita viveva con entusiasmo e partecipazione popolare la festa, mentre sul palco il banditore Turi Pavone sfoderava la sua eloquenza con un robusto timbro di voce.

Prof. Giovanni Centamore

Foto Archivio Parrocchia SS. Maria del Monte Carmelo – Aciplatani.