Piccola storia di Jaci – Ricordo del Capitano Giuseppe Martinez

Il Capitano Giuseppe Martinez di Giuseppe nato in Acireale il 22 marzo 1895 , effettivo nel 12° rgt bersaglieri. Caduto in combattimento il 20 agosto 1917 a Bodrez Q 625  altipiano della Bainsizza. DECORATO CON MEDAGLIA D’ARGENTO AL VALOR MILITARE.

XI battaglia dell’Isonzo offensiva italiana agosto 1917 attraversamento del ponte di barche a Bodrez:

Tra le 01:00 e le 02:00 del 19 entrarono in funzione i ponti A e B, consentendo il passaggio delle truppe al di là del fiume, nonostante il tiro di interdizione a.u. fosse riuscito a colpire e distruggere alcune barche del ponte A, interrompendo il passaggio per un paio d’ore. I bersaglieri della  brigata, a ogni modo, varcarono l’Isonzo non appena i guasti furono riparati, mentre la P brigata, con il 12° reggimento, stava già ultimando il passaggio. Alle 06:00, la 5a brigata bersaglieri era riuscita a far passare sulla riva sinistra dell’Isonzo l’intero 4° bersaglieri, e la 1a aveva fatto lo stesso con il 12°. Ciascun reggimento bersaglieri aveva schierato due battaglioni in linea e uno in riserva. Più complesso si rivelò il passaggio delle altre divisioni del Corpo. In particolare, la 60a non era riuscita a costruire il ponte e dovette quindi ricorrere al traghetto per spostare il suo II/258°. Mentre continuavano le operazioni di forzamento dell’Isonzo a opera del VII C.d.A, la 5a brigata bersaglieri aveva già raggiunto la riva sinistra, e dopo aver superato le difese a.u. della parte bassa, catturandone in parte i prigionieri, aveva subito iniziato l’avanzata in profondità all’interno dello schieramento nemico. Poco dopo le 07:00, i reggimenti bersaglieri 4° e 21° erano già arrivati all’altezza della curva di livello 300. Successivamente la loro avanzata venne “vivacemente” contrastata da mitragliatrici e fucili, ma alle 11:00 il 4° era ormai prossimo alla curva di livello 400, mentre alcune unità del 21° erano già arrivate al livello 500. Più a Sud, la 1a brigata aveva inviato in avanti il 12° bersaglieri lungo il vallone di Prihot: l’operazione ebbe successo e vennero catturati prigionieri e notevoli quantità di materiali e armamenti. La difesa austriaca, però, non era stata ancora neutralizzata. La situazione era indubbiamente positiva, ma per non correre rischi bisognava risolvere prima possibile la minaccia costituita da alcuni capisaldi I.R. In particolare, il nemico era asserragliato nell’abitato di Canale e nei casolari vicini, in posizione strategica per impedire il gittamento dei ponti D ed E. Gli austriaci erano perfettamente consapevoli della “grande” importanza difensiva di Canale, e avevano avuto il tempo necessario per trasformarlo in un “vero e proprio fortilizio quasi inespugnabile”.

dal sito”Piume a nord est.

Il Capitano riposa nel Sacrario del cimitero di Acireale e un suo ritratto e’ esposto nella scuola Grassi Pasini di Acireale. Una via del centro di Acireale porta il suo nome