PizzAut, no vax e odiatori sul web

PizzAut, è una iniziativa imprenditoriale messa su da un genitore di un ragazzo autistico e divenuta in breve famosa in tutta Italia proprio perché garantisce l’inclusione sociale e lavorativa di ragazzi con disturbi dello spettro. Si tratta di un “laboratorio di inclusione sociale”, di un “ristorante/pizzeria gestito da ragazzi con autismo affiancato da professionisti della ristorazione e della riabilitazione”. Non è l’unica iniziativa in Italia che va in questa direzione, ma probabilmente è quella più conosciuta.

In questi mesi, abbiamo imparato a conoscere i ragazzi che vi lavorano, con regolare contratto, apparsi in alcune trasmissioni televisive famose, nei maggiori quotidiani ed ovviamente nella stampa di settore.

Nino Acampora, ne è il principale ispiratore. Con la sua iniziativa ha ridato dignità e speranza a questi ragazzi ed alle loro famiglie, che seguono da tutta Italia la loro pagina facebook e che spesso e volentieri vanno a raggiungerli partendo dai luoghi più lontani per vedere da vicino l’iniziativa , gustarne i prodotti, e verificare la replicabilità del modello nei loro territori di appartenenza.

Lunedì 3 gennaio u.s., il locale è rimasto chiuso perché i ragazzi ed i professionisti che vi lavorano, sono stati impegnati a Monza, nell’Hub Vaccinale dove si somministrano vaccini contro il covid-19, per offrire le loro pizze ai medici ed agli infermieri. “PizzAut saluta il nuovo anno tenendo chiuso il ristorante e si trasferisce all’hub vaccinale monzese per ringraziare medici ed infermieri del loro impegno in questa pandemia”, si legge nella loro pagina Facebook.

Apriti cielo. E’ successo il finimondo. A Nino Acampora hanno scritto praticamente di tutto. Ti ritrovi delinquente, venduto, servo … “una merda”. Solo no vax? Non credo. Solo cattiveria ed odio, che esce fuori alla prima occasione possibile. E di cui veramente non se ne può più.

Su questa storia dei vaccini si è scritto di tutto e di più, ed evito accuratamente di leggere ancora qualcos’altro sul tema e di entrarvi a mia volta. Sono vaccinato fino al richiamo (booster, come si ama dire oggi). Ho fatto le mie scelte. E so bene come i diritti possano essere a volte conflittuali. Come il diritto dei ragazzi autistici alla continuità didattica a fronte dei vari spostamenti di insegnanti da una scuola ad un’altra per la fruizione della legge 104. E come, nel caso in specie, il diritto di non vaccinarsi cozzi contro il diritto di chi come me si è vaccinato a non essere contagiato.

Ma qui il caso è diverso. Un gesto a sostegno della campagna vaccinale non può essere attaccato con odio da nessuno. E bene fa Acampora a dirsi spaventato dall’eccesso di livore manifestato contro di lui, ma a mantenersi “disponibile ad offrire una pizza anche a voi, all’aperto con il nostro truck food e rispettando le norme…sono sicuro che la pizza più Buona della Galassia Conosciuta vi vaccinerebbe almeno dal virus dell’odio”.

Colgo l’occasione per una parola di gratitudine agli operatori del nostro Hub vaccinale, per l’attenzione che mettono nel loro lavoro quotidiano. Grazie.

(Nello Pomona)