PRG e CONVENZIONI. ABBIAMO SENTITO IL DIRETTORE DEL DICAR

Era il 15 gennaio quando l’assessore all’Urbanistica Carmelo Grasso ha ritenuto doveroso comunicare ufficialmente al consiglio comunale l’avvio delle procedure per la revisione del PRG.“Noi abbiamo immaginato in un cronoprogramma 90 giorni per le direttive, 120 giorni per lo schema di massima, 240 giorni per la redazione del PRG, al netto di tutti i passaggi nelle commissioni e in consiglio”, ha dichiarato Grasso in aula.

Buona parte dell’intervento in aula del vicesindaco in realtà è stata una risposta alle perplessità emerse dopo gli interrogativi posti dal suo predecessore, componente della giunta Alì, Salvatore Pirrone, e registrati dalla nostra testata. 

Tutto nasce dallo “Schema di accordo di collaborazione scientifica tra la citta di Acireale e l’Università di Catania, finalizzato all’attività di studio, ricerca, collaborazione, supporto metodologico e tecnico scientifico per la redazione di studi specialistici di settore per la revisione del Piano Regolatore Generale” previsto dalla delibera 275 del 30 dicembre 2019.

Lo schema riporta facilmente alla memoria una precedente convenzione. L’amministrazione Barbagallo nel 2014 stipulò con il rettore dell’università di Catania un protocollo d’ intesa per reciproca collaborazione e studi sul territorio (delibera di G.M. 134 de 2014).
A seguito di quel protocollo viene poi stipulata una convenzione con il DICAR per l’Analisi del tessuto storico cittadino ai fini della redazione dello studio di dettaglio della LR 13/2015.
La responsabilità scientifica della convenzione è affidata al prof. Filippo Gravagno. Questa convenzione tra Ente e Università finanziò assegni di ricerca per 24.400 euro.
Si crea un Ufficio del piano e si coinvolgono i cittadini in riunioni per la redazione di un PRGC partecipato. Questo studio risulta consegnato al Comune a marzo 2018, ma non è mai stato presentato alla città. Il lavoro, tra l’altro, non risulterebbe saldato dal Comune di Acireale.


Ci siamo chiesti perché il settore Urbanistica prima ancora di presentare alla città il lavoro fatto già fatto dal DICAR, proponesse una nuova convenzione, un lavoro ex novo, con un nuovo responsabile scientifico e un nuovo esborso, stavolta di 100 mila euro, a carico della città…

Per andare oltre la bagarre politica e per correttezza abbiamo informato e interpellato l’Ufficio stampa dell’Università di Catania. Riportiamo integralmente le risposte che il direttore del Dicar, prof. Enrico Foti, ha dato alle nostre domande:

  1. Il lavoro di Analisi morfologica dei tessuti storici urbani, che ha come responsabile scientifico il professor Filippo Gravagno, che risulta consegnato nel 2018 al Comune di Acireale è realmente incompleto, tanto da giustificare il mancato saldo della fattura per il lavoro svolto?

“Gli studi realizzati dal prof. Gravagno, che hanno riguardato l’analisi morfologica del tessuto storico di Acireale, oggetto di una convenzione tra il Dicar e la precedente Amministrazione comunale, sono stati regolarmente eseguiti e consegnati. La prestazione, almeno per quanto ci riguarda, è dunque chiusa. Tuttavia si stanno fornendo ulteriori chiarimenti sulla documentazione e sulla modalità di trasmissione (supporto informatico) richiesti dall’Amministrazione e necessari per il pagamento della fattura a saldo”.

2. Alla luce del lavoro svolto sui tessuti storici urbani, di cui non siamo in possesso, ma che risulterebbe essere molto corposo e ottima base di partenza per i successivi studi sul PRG, perché il Comune di Acireale ritiene opportuno stipulare un accordo ex novo?

“Lo studio sulla morfologia dei tessuti del centro storico di Acireale ha avuto una finalità specifica e molto diversa da quella oggi richiestaci dall’attuale Amministrazione.  Infatti, lo studio prima citato è utile alla conoscenza del territorio anche al fine di fornire un supporto all’Amministrazione per dare esecuzione a quanto previsto dalla L.13/2015 sui centri storici. E’ evidentemente un ambito molto specifico che non esaurisce la complessità degli studi e delle analisi a supporto della pianificazione dell’intero territorio comunale. Ma soprattutto lo strumento di collaborazione sarà oggi diverso. Infatti, sempre nell’ambito della terza missione che gli atenei svolgono al servizio dei territori di riferimento, in questo caso non si tratterà di una prestazione conto terzi, ossia dell’erogazione di un “servizio” a fronte di una richiesta specifica da parte dell’Amministrazione, sebbene incardinata in un più ampio accordo di collaborazione tra Enti, ma del finanziamento congiunto di una attività di interesse comune tra gli Enti medesimi. L’interesse del DICAr è quello di sperimentare sul campo metodologie innovative sui temi di ricerca propri della pianificazione territoriale urbanistica, mentre quello dell’Amministrazione è di ricevere utili input metodologici per i compiti istituzionali del proprio Ufficio Tecnico che è preposto alla redazione del PRG. In questo caso, entrambi gli Enti co-finanzieranno tale attività: il Comune attraverso lo stanziamento di somme erogate solo a titolo di rimborso delle spese che saranno effettivamente necessarie e documentate, fino a un massimo di circa 100 mila euro; il Dicar finanzierà con ore-uomo del personale docente coinvolto, con i propri laboratori, con tesi e borse di ricerca e con l’utilizzo delle proprie attrezzature. In questo caso è tassativamente esclusa ogni forma di compenso per i docenti coinvolti che forniranno dunque le loro competenze all’interno delle proprie attività istituzionali e quindi remunerate dal loro stipendio”.

3. Un’ ultima domanda dovuta, che prescinde dall’indiscussa professionalità dei professori Gravagno e La Greca, la nomina del responsabile scientifico viene fatta dall’Università solo secondo criteri tecnici e interni al Dipartimento?

“Preciso anzitutto che il DICAr non ha ancora deliberato la nuova collaborazione col comune di Acireale anche perché, come anzi detto, stiamo perfezionando e chiudendo quella passata. L’ipotesi di indicazione del prof. Paolo La Greca, decano dei docenti di urbanistica dell’Ateneo, quale responsabile scientifico di questo nuovo più ampio accordo di ricerca si profila, come da prassi accademica, per la necessità di individuare una figura di riferimento istituzionale che coordini questa leale e fattiva collaborazione tra i due Enti insieme a tutti gli urbanisti che potranno offrire un contributo, primo fra tutti, certamente anche il prof. Gravagno”.

L.C.