QUANDO IL RIMEDIO E’ PEGGIORE DEL MALE – Intervista a Rosario Patanè (Liberacittadinanza) sulla questione dimissioni congelate del vicensindaco Carmelo Grasso e sulle dichiarazioni in aula consiliare del sindaco Alì

ACIREALE – Le dimissioni annunciate, non protocollate e congelate del vicesindaco Carmelo Grasso, dopo un primo momento di stupore, hanno messo in moto un acceso dibattito in città specialmente dopo le motivazioni espresse in consiglio comunale dal sindaco Stefano Alì. Noi abbiamo voluto sentire Rosario Patanè rappresentante di Liberacittadinanza.

Rosario Patanè lei ha seguito la vicenda delle dimissioni congelate del vicesindaco Carmelo Grasso e le motivazioni espresse in consiglio comunale del sindaco Alì, che idea si è fatto?

Rosario Patanè (Liberacittadinanza): “Ho ascoltato molto attentamente le parole del Sindaco sulla questione delle dimissioni/non dimissioni (che ora sappiamo trovarsi nel congelatore) dell’Assessore e Vice sindaco Carmelo Grasso sperando che se ne potesse ricavare autenticità e sincerità anche cruda invece di preoccuparsi narcisiticamente della forma che riuscisse a mascherarne la sostanza. Ma egli ha preferito stendere un velo, anzi una coperta pietosa sulla vicenda, col solo risultato di peggiorare di molto la vicenda”.

Ci faccia capire meglio.

Rosario Patanè (Liberacittadinanza): “Intanto, è veramente a limite dell’offesa all’intelligenza dei Concittadini l’incredibile affermazione preliminare che quelle dimissioni di fatto non lo sono ma costituiscono “una corrispondenza, comunicazione privata tra di loro“ (sic ), e si  affida alla disperata zattera di salvataggio del massimo del burocratese : “…non sono protocollate“!  Ora, basterebbe già questo non per respingere bensì per invocare da parte sua le immediate dimissioni dell’Assessore che ha ritenuto di persona di dare la massima pubblcità  a sconcertanti sibilline parole private che riguardano un incarico pubblico fiduciario e che dopo le parole del sindaco possiamo decifrare, costituiscono una grave lesione dell’obbligo di tenere separate le considerazioni personali di effetto squisitamente pubblico se non manifestate nella “sede deputata“ come, incoerentemente, ha precisato poi lo stesso”.

Come è possibile che una comunicazione privata viene, invece, resa pubblica attraverso il rilascio di intervista ad alcuni media?

Rosario Patanè (Liberacittadinanza): “A  mio parere, si possono considerare queste dimissioni annunciate privatamente ma rese pubbliche e il  -di tutta evidenza- convenuto intervento del sindaco secondo due ordini di motivi, tutti e due con toni e sillabario omertosi della precisa individuazione di responsabilità. Il primo è il classico “parlare a nuora perché suocera intenda“: I mie progetti e la mia attività non hanno ottenuto il risultato sperato a causa dell’inefficiente e colpevole rete della burocrazia comunale. Il secondo ne è la conseguenza: rimpasta immediatamente la Giunta e l’organizzazione dirigenziale e strutturale degli uffici, segnatamente del ramo urbanistico, perché io possa restare. Diversamente, me ne andrò, naturalmente ribadendo ipocritamente “il massimo sostegno“ al sindaco e alla sua amministrazione. Infine, non “protocollo” formali dimissioni cosicchè tu possa avere il destro di rivelare alla città e al Consiglio comunale che i colpevoli ci sono, vanno subito individuati, giubilati e/o sostituiti e che cominci una nuova era di magnifiche sorti e progressive”.

Lei  sta affermando che si tratta di un modo per scuotere l’ambiente amministrativo e trarne un vantaggio politico?

Rosario Patanè (Liberacittadinanza): “Per la mia parte ne ricavo che: 1) Questa pantomima da avanspettacolo dei surgelati e delle trasparenze di cui parla il sindaco non sono al limite dell’offesa ma SONO un’offesa alla cittadinanza e una plateale incoerenza con i fieri propositi di nuove  ere della chiarezza, della autenticità e della  “luminosa” stagione dopo il buio della precedente gestione. 2) La mia Amministrazione dice il sindaco non è frutto di accordi politici e non si basa su di essi… Ah no? Peccato che sin dalla candidatura egli è stato sottoposto ad una regimentazione di tipo  tedesco-orientale sull’adesione al “movimento” 5 Stelle e al Verbo dell’allora proconsole Angela Foti deputato regionale che gli hanno imposto un’adesione “perinde ac cadaver“  di tipo vetero gesuitico alle disposizioni impartire dal poltburò siciliano, obbigandolo “sine qua non” a  sacrificare qualsiasi autonomia  di scelta che non fosse prelimiramente approvata e “ timbrata”. 3) Il lunghissimo elenco delle mirabili progettazioni ed esecuzioni dovute  all’opera dell’assessore Grasso ci fa sorgere  immediata una domanda: se così è, perché rivelare una corrispondenza riservata che dura da mesi con l’avvertimento di lasciare? Perché  il Sindaco si presta a mascherare anch’egli con messaggi cifrati l’urgenza di cambiare immediatamente Giunta e Dirigenza comunale senza chiederne ai responsabili il giusto conto  pubblicamente nella “sede deputata” del Consiglio come lui ha preliminarmente  precisato”.

Come vogliamo concludere l’analisi di questa strana vicenda?

Rosario Patanè (Liberacittadinanza): “Prelievo dal magnifico film “Casablanca“ la citazione che mi viene in aiuto, parafrasandola al nostro caso: “…è la Trasparenza, bellezza…” Ebbene, proprio per questa trasparenza di così esili fili di tessuto amministrativo che stanno ormai irrimediabilmente lacerandosi nella perdurante arroganza autoreferenziale e nella plateale riproposizione di recitazioni pseudo politiche  proprie dei tristi tempi che furono sarebbe bene che il Sindaco e quel pochisssimo che resta della rappresentanza comunale degna di tal nome traessero le conseguenze e rimettessero il mandato”.

(red)