Quando le scelte sono dettate dalla piccola politica

ACIREALE – Arriva, nella seduta del consiglio comunale di ieri (23/03/21), il voto sulla proposta di intitolare il Palazzo del Turismo a Santo Di Mauro. Una proposta portata in aula dal consigliere comunale Luciano Scalia che aveva fatto sua la richiesta proveniente dall’ex consigliere comunale Salvo Seminara e dall’ex presidente del consiglio comunale Rosario Raneri.

Davanti a proposte di questo genere normalmente non si esprime un voto politico ma si decide sulla base di una convinzione personale, affettiva e di riconoscimento sociale. Ma non è stato così.

Oltre i giudizi sul voto finale, che ha visto la proposta soccombere, rimane una dimensione interiore davvero sconcertante se pensiamo che anche per questa votazione si è fatto “gioco di squadra” e sono stati imposti e rispettati gli ordini di scuderia.Davvero sconvolgente la motivazione per il “no” letta dalla consigliera comunale Doriana Zappalà (è trascorso ancora poco tempo dalla morte) e davvero poco comprensibile la spaccatura in seno alla minoranza consiliare.

Ma, in ogni caso, tutto è possibile quando si antepone lo spirito del gregge rispetto ad una libera scelta basata sulle proprie convinzioni e il sentire interiore.Oltre ogni analisi, la bocciatura della proposta di intitolazione del Palazzo del Turismo a Santo Di Mauro è stata certamente una scelta contro il sentire popolare. Ed è proprio questo il punto, proprio questo il ragionamento che va posto. Questa amministrazione e la sua risicata e confusa maggioranza e, con loro, una buona parte dei consiglieri comunali spesso vanno in direzione contraria al volere popolare e, malgrado ciò, sono convinti di essere una spanna più sopra degli altri; si sentono fin troppo “eletti” e non si sono ancora convinti che sempre più persone contano i giorni e le ore che porteranno alla fine di questo strano e caotico mandato amministrativo.

P.S. Babbo Natale non esiste.

(mAd)