RACCONTI SWING N°2 – “Ercolino”

Michele si aggira in camera con fare circospetto e sguardo feroce. Passo felpato e respiro silenzioso, si muove tenendo nella mano destra una tappina e nella sinistra una spugna umida per cancellare ogni traccia, scongiurando così la cazziatona di mamma che notoriamente è più attenta e scrupolosa dei RIS. Michele non vuole feriti, solo morti, e dopo un’ultima e attenta ispezione sulle pareti, decreta la fine delle ostilità passando alla conta delle vittime: sei zanzare! Non male, pensa soddisfatto, seppur conscio che si tratta di una vittoria di Pirro. Il nemico è perfido e le vere guerre, quelle decisive, si combattono solo durante la notte, quando ahimè, il più delle volte, ci si deve arrendere accettando supinamente ogni tipo di tortura pur di riposare un po’. Mentre Michele depone le armi, un ronzio vicino la finestra richiama la sua attenzione. E’ un ape che vola via da un fiore di zagara, un garbato invito a completare il pezzo, pensa. Che il tempo vola, a volte più delle api…
“La strage delle api è un fenomeno mondiale. In Francia, per esempio, i tassi di mortalità degli insetti impollinatori negli ultimi dieci anni hanno superato il 50 per cento. In America oggi si contano circa 1 milione e mezzo di arnie rispetto ai nove milioni degli anni Venti, e i tre quarti del miele prodotto negli Stati Uniti non proviene più dalle api. E in Italia la produzione del miele è più che dimezzata con effetti negativi…”
Si illumina e vibra. Anna sdraiata sul letto sfatto, stretta stretta a lui per non lasciarsi sfuggire neanche una coccola? Se fosse un giorno fortunato potrebbe essere. Ma non lo è. Infatti, ad illuminarsi e vibrare è Il telefonino, sgradito e irrispettoso voyeur delle fantasie più intime. Si illumina e vibra ancora: “numero sconosciuto”. Fanculo.
Pronto, sei Michele?
Si, con chi parlo…
Ciao, sono Giorgio Martino, ma non quello della Rai, solo un omonimo.
Segue una risatina sciocca e banale; ma non è tanto questo che infastidisce Michele. Se c’è una cosa che lo fa incazzare, è il “tu” dato per scontato da uno sconosciuto. Se adesso ci fosse Anna, non perderebbe l’occasione per prenderlo affettuosamente in giro, definendolo un uomo d’altri tempi, nonostante la giovane età. Ma l’età non c’entra una mazza! E solo una questione di buone maniere, ammesso che esistano ancora. E come a volerlo sottolineare, da scassacazzi non ancora pentito qual è, risponde acido:
Mi dica.
Puoi darmi del tu Michele.
Vabbè, lasciamo perdere e andiamo al dunque, pensa.
Ok, dimmi Giorgio.
Come te sono un appassionato di musica, di jazz in particolare, e leggo sempre i tuoi articoli, almeno quelli in cui scrivi di musica.
Ti ringrazio, ma in cosa posso esserti utile?
Vengo al dunque: ero amico e grande estimatore di Nicola Conforti, lo conoscevi immagino…
Si certo! Il mitico Grass Group.
Esatto. Sto organizzando una petizione per intitolargli il nuovo anfiteatro della villa, sai quello che è stato ampliato…
Michele sussulta e non ascolta più nulla, si rabbuia mentre sente salire la nausea. Gli capita ogni volta che sente parlare di intitolazioni, quando Il ricordo corre indietro di tre anni portando con sé un bagaglio pieno zeppo di maleodorante ingratitudine. Fa anche troppo caldo e la sua insofferenza sta per raggiungere l’apice. Tuttavia quella manona immaginaria poggiata sulla sua spalla non lo disturba affatto, tutt’altro. Michele ricorda quelle mani e come ne osservava incuriosito i movimenti che andavano di pari passo con quel suo affettuoso bofonchiare. Lui, la cui mancanza diventa il sinonimo perfetto di assenza. Lui, che per sua indole, contrapponeva un’umile e distaccata superiorità alle meschine e squallide bassezze umane. O almeno, così lasciava intendere.
Michele, ci sei, mi senti?
Tira un gran sospiro e risponde:
Si, scusami sono qui. Mi dicevi dell’intitolazione… ma io che posso fare per essere utile?
Ascolta Michele, se sei d’accordo ci incontriamo e ne parliamo di presenza.
Ok, dimmi tu dove e quando.
Allora, vediamo un po’… oggi è mercoledì, ti va bene sabato mattina?
Va bene. Dove e a che ora?
Bar Condìcio alle dieci, ok?
Benissimo.
A sabato allora e buona serata.
Buona serata a te Giorgio.
Michele memorizza data e orario e ritorna alle sue api:
”Di fronte a questa strage, il governo italiano istituisce l’anagrafe delle api, che servirà a capire quante sono, perché diminuiscono e come bisogna contrastare il fenomeno della loro strage. Scelte essenziali, sia per l’economia (siamo il terzo paese al mondo per produzioni legate all’apicoltura) sia per l’intero equilibrio dell’ecosistema. Senza le api scomparirebbe un terzo del cibo che consumiamo: i formaggi ed i prodotti caseari innanzitutto, dal momento che le mucche si nutrono di erba medica oggetto di impollinazione. Ma anche frutti quali mandorle, mele, albicocche, ciliegie, agrumi, cacao, kiwi, pesche, fragole, zucche, pomodori, meloni e angurie. Dunque, la scomparsa delle api è sempre più una minaccia globale che va affrontata con risposte globali”.
Risposte globali. Si vabbè, pensa Michele, aspetta e spera…Come quelle mai pervenute sull’inquinamento del pianeta. Preciso! Per decenni scienziati ed esperti ci hanno messo in guardia sui grossi rischi che i territori avrebbero corso a causa dei mutamenti delle condizioni climatiche e adesso, come finti tonti, ci stupiamo delle bombe d’acqua e delle trombe d’aria sempre più frequenti… Prepariamoci allora sul come comportarci quando per preparare una caprese, ben che vada, avremo solo il basilico. E i pomodori e la mozzarella? O in gioielleria o magari potremmo dipingerli nel piatto…
Miki sono quì, mi aiuti per favore?
Eccomi mamma! Ma cos’è questo pacco?
Le si accende il viso, ride ed esclama:
E’ il regalo per Angelo. Domani il tuo bel cuginetto fa il compleanno.
Michele esamina superficialmente il pacco, lo posa sulla cassapanca e prima che possa domandare altro, mamma lo anticipa e ridendo di gusto prosegue:
E’ un pupazzo gonfiabile. Si chiama “Teo Scorreggino”, se gli premi il pancino fa un puzzino! Solo il rumore però…
E ci mancherebbe!!
Adesso sono in due a ridere a crepapelle…
E poi resta sempre dritto anche se lo spingi o lo prendi a cazzotti, pensa un po’ Miki!.
Una specie di “Ercolino sempre in piedi”
E tu che ne sai di Ercolino?
Me ne parlava papà, non c’era fiaba inventata cui potesse sfuggirgli.
continua…

Luigi Pennisi