Report Corte dei conti – il Comune di Acireale risulta scarso nei controlli interni. Stefano Alì: “Nessun allarme e nessuna ricaduta sull’ente”

Cari Acesi state tranquilli, nessuna minaccia in arrivo dalla tanto temuta Corte dei Conti. A stemperare l’eventuale allarme è lo stesso sindaco.

Stefano Alì ieri aveva postato sul suo profilo una tabella della relazione dell’ANALISI DEL SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI DEGLI ENTI LOCALI relativa all’anno 2017.

“La corte dei conti certifica per Acireale un rischio dei controlli interni, per il 2017, dell’86%, con un rischio massimo del 100%. Occupiamo la non invidiabile 760 posizione su 820 fra tutti i comuni superiori a 25.000 abitanti. Chiaramente siamo fra quelli ad alto rischio, ecco cosa prefigura la corte dei conti per questi comuni.
Nei richiamati limiti di inferenza e nelle prospettate condizioni pregiudiziali, i profili esaminati (struttura, efficienza ed efficacia dei controlli) hanno permesso di individuare una fascia di enti ad “alto” rischio di criticità del sistema di controllo interno, in quanto incapaci di assicurare, con sufficiente attendibilità, che le proprie attività operative vengano svolte nel rispetto delle norme regolamentari, degli atti di programmazione e della sana gestione finanziaria. L’inesistenza, di fatto, dei controlli strategici, sulle partecipate e sulla qualità dei servizi, e la contestuale presenza di evidenti lacune nell’attuazione dei restanti controlli pone questi enti nelle condizioni di non poter evitare il verificarsi di violazioni di leggi e di regolamenti, frodi, abusi, sprechi o altra cattiva amministrazione delle risorse e del patrimonio pubblico. A livello contabile, poi, è alto il rischio di manipolazioni o errori nella registrazione delle transazioni giornaliere, con conseguenti implicazioni economiche e finanziarie. Aspetto fiducioso, l’anno prossimo, il report 2018, continuando a lavorare sui controlli interni”, si legge nel post.

A parere della Corte dei conti il Comune di Acireale nel 2017 risulta incapace nel sistema dei controlli interni. Abbiamo sentito il primo cittadino per chiarire quali rischi corra l’ente all’indomani della pubblicazione di questa relazione di oltre 250 pagine, certamente un po’ noiosa e ostica per i non addetti ai lavori.

«Non c’è nessuna ricaduta per l’ente. Fra l’altro l’analisi riguarda un periodo che poco mi interessa, non essendo io amministratore della città in quell’anno e il mio intento non era fare polemica. La Corte dei conti, che è organo molto delicato, analizza i dati comunicati dagli uffici degli enti e in questo caso assegna ad Acireale, ma anche alla maggior parte delle regioni del sud un risultato mediocre, -spiega minimizzando il sindaco-.  Non corriamo rischi da parte della Corte dei conti. Ma l’allarme che lancia è che se tu sei nella fascia rossa rischi che non vengano effettuati i controlli in maniera ottimale. L’analisi sulla qualità dei controlli tocca soprattutto le partecipate, in questo caso la Sogip. Ho passato questa relazione che girava tra i sindaci al segretario, perché mi interessa che il dato del 2018, ma soprattutto del 2019 migliori. E se il Comune di Catania nell’analisi risulta a basso rischio, non è un problema nostro. Gli uffici comunicano alla Corte dei conti i controlli interni che vengono fatti, noi sicuramente già dal 2018 risaliremo».

Il report della Corte dei conti fa il punto sul percorso di attuazione del sistema dei controlli interni degli enti locali. A sentir parlare di Corte dei conti l’attenzione inevitabilmente si alza, ma il post del sindaco Alì si risolve, insomma, in una piccola bacchettata, una tirata di orecchie per la non bella figura o meglio in un’esortazione agli uffici dell’ente e della partecipata, per dare un’immagine migliore della gestione interna.  

Per fare ancora maggiore chiarezza nella premessa della relazione si legge: “L’analisi, oltre ad aggiornare il quadro delle metodologie di applicazione delle sei diverse tipologie di controlli interni, mira a far luce sulle caratteristiche strutturali e funzionali del sistema nel suo complesso e ad evidenziare il grado di maturazione raggiunto da ogni singolo ente. Dato il carattere fortemente diversificato del sistema di controlli adottato dalle varie Amministrazioni, la Corte ha stimato il “rischio di controllo” risultante dalla capacità di ciascuna di esse di prevenire, individuare e correggere le irregolarità gestionali e gli errori contabili più significativi. Questa valutazione di rischio, tuttavia, è fondata sulle opzioni di risposta prescelte (e validate) dai responsabili degli enti all’interno del questionario allegato alle Linee guida sui controlli interni effettuati nell’esercizio 2017. È necessario avvertire, al riguardo, che le valutazioni si fondano esclusivamente sui dati comunicati e non sono stati effettuati riscontri di fatto, né condotte istruttorie nei confronti degli enti“.

L.C.