SCHIAVITU’ E SINDACATO

NEW YORK, NY - JANUARY 30: Protestors rally against Amazon and the company's plans to move their second headquarters to the Long Island City neighborhood of Queens, at New York City Hall, January 30, 2019 in New York City. Some Queens community members and activists say Amazon's move to Queens will further gentrify neighborhoods in the area and add more stress to an already struggling infrastructure system. (Photo by Drew Angerer/Getty Images)

Da più parti ci sono espressioni di incredulità alla notizia che quasi  i due terzi degli addetti Amazon in Alabama hanno votato negativamente alla istituzione di un’organizzazione sindacale in azienda (naturalmente con grande soddisfazione delle destre di ogni latitudine).

Chi ha vissuto nel Sindacato sa che il durissimo compito di istituire la prima “cellula” di Organizzazione dei Lavoratori si è sempre storicamente trovato di fronte all’ostacolo più grande, la paura delle ritorsioni padronali culminanti nella  perdita del lavoro, pur mediocre e sfruttato che sia. Se poi tutto il contesto sociale ed economico è molto precario o soffocato dalle forme pseudo politiche  delle “dittature elitarie”  e prostitute al solo Potere privo di ogni Ideale, maggiore della vera e propria schiavitù umana e professionale è il terrore di non potere rivolgersi ad un mercato del lavoro pressoché inesistente in una società oppressa dallo strapotere della ricchezza finanziaria esclusiva di pochissimi che si arricchiscono senza diffondere il  benessere e lacerata fino alla disgregazione dalla pandemia.

Paradossalmente (ma non tanto)  quanto più feroce è la schiavitù  (di ogni tipo, non solo del lavoro) tanto più debole appare la sua capacità di rivolta. Ce lo insegna a chiare lettere la Storia moderna, dall’impero romano ai neri afroamericani, dagli imperi coloniali  ai contadini meridionali e veneti agli operai delle fabbriche della rivoluzione industriale, nei lager campani siculi pugliesi. Perché ogni rivolta  ha l’unica via di successo solo se  attorno ad essa cresce il consenso diffuso e condiviso che “ traduca” la Lotta in Legge, compito questo, anzi dovere ineludibile delle formazioni politiche di massa organizzate e solidaristiche in forma di Partiti dei Lavoratori, in un’unica parola: Socialismo in ogni sua forma liberale e democratica.

Oggi che questo vuoto è ancora non colmato e appare sempre più incolmabile questa verità storica riappare nella sua drammatica nitidezza. Quando invece la società sa esprimere forme di partecipazione politica avanzate e ricche di Ideali la coscienza e la consapevolezza dello Strumento indispensabile del Sindacato è molto chiara ed è assai più agevole organizzarsi e”sindacare” da posizioni se non di forza almeno “parità” perché la consapevolezza del ruolo centrale dei Lavoratori nella Società è orgoglio e insieme forza che si autorigenera e diffonde benessere e pace sociale. In ogni caso, questa è la Storia ideale e nobile di ogni vero Sindacato dei Lavoratori: un’avanguardia intimamente e fortissimamente motivata che coltiva e nutre un Ideale non solo di Giustizia, ma anche di Società a misura d’Uomo, che mostra e dimostra con il proprio sacrificio generoso che è possibile  superare la legittima paura  e che un’altra Dimensione umana può sorgere ,che vale la pena sopportare dei costi senza disperare di raggiungere il traguardo.

La Storia è con voi cari giovani Compagni Lavoratori e niente vi fermerà se saprete stringere i denti ora e andare avanti. Non smettete mai di costruire l’Unità e la consapevolezza  e vincerete.

(Rosario Patanè)