Si Costituisce il Comitato Civico per La Spiaggia di Santa Tecla

Da qualche giorno circola sulla nostra testata l’informazione relativa allo stato di abbandono in cui versa la spiaggia delle Cocole di Santa Tecla, unica spiaggia non soggetta a rischi idrogeologici, sanitari, portuali ed altre amenità che ad Acireale accompagnano la balneazione e la libera fruizione delle coste.

la spiaggia Cocole oggi

Ci viene spesso attribuita la responsabilità di fare esclusivamente delle segnalazioni sui social e di non attivare i canali istituzionali preposti a risolvere i problemi che segnaliamo. A tale osservazione rispondiamo innanzitutto in maniera tautologica, ovvero facciamo solo informazione perchè siamo una testata d’informazione.

In realtà la dinamica della libera informazione al tempo dei social è molto più complessa, numerosissime le inchieste nate da articoli di stampa, così come i movimenti di opinione nati sui social e le pressioni dell’opinione pubblica che orientano le scelte politiche.

A tal proposito, se da circa un centinaio d’anni ogni volta che qualcuno punta a prendere il potere da qualche parte, la prima azione che compie è conquistare l’antenna della radio Tv, evidentemente a qualcosa l’opinione pubblica servirà di sicuro.

Per quanto ci riguarda noi siamo interessati solo a divulgare ed informare liberamente, lo facciamo da vent’anni e probabilmente in qualche caso il nostro contributo è pure servito a mettere in luce vicende note a tutti come i conti del carnevale ed altre meno note di cui, probabilmente parleremo quando sarà il momento.

Parallelamente alla nostra informazione sulla vicenda legata alla spiaggia Cocole di cui dalla foto sottostante è possibile vedere lo spazio disponibile per i bagnanti rispetto a quello occupato dalle concessioni

si è formato un Comitato Civico spontaneo per tradurre in documenti ed esposto, quanto lamentato dai numerosi frequentatori della spiaggia acese, Comitato che sta raccogliendo le firme per sostenere con il maggior numero di adesioni le ragioni del rispetto delle regole ed il diritto al mare.

In tutto questo movimentismo c’è sempre una grande assente, ovvero la Pubblica Amministrazione che nelle forme a noi più vicine, ovvero Consiglio e Giunta, non ha mai mostrato il minimo interesse per la libera fruizione delle spiagge cittadine, anzi si è fatta promotrice del rispetto incondizionato e soccombente a tutte le ordinanze che quest’estate hanno falcidiato la balneazione in città, dalla vicenda del Bora-Bora all’apposizione dei cartelli a Santa Maria La Scala .

Oggi a 7 mesi dall’inizio della stagione balneare, mi chiedo cosa sappiano i nostri politici dello stato di attuazione del Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo o della modifica dell’ordinanza Regionale legata al PAI o del piano di utilizzo della Gazzena, probabilmente niente.

Sicuramente l’organizzazione delle imminenti festività natalizie che trasformano Acireale in un luogo magico in cui ogni problema si dissolve nell’atmosfera di festa ed eleganza che ci contraddistingue da anni, stanno tenendo occupata la nostra rappresentanza per la scelta delle luci e la brillantezza delle decorazioni .

Allego di seguito il testo della petizione lanciata dal Comitato spontaneo aggiornandovi sulle modalità di adesione .

COMITATO SPIAGGIA LIBERA S.TECLA

                                                                                                  Acireale,       nov 2019

All’Ufficio Territoriale Ambiente di Catania

Al Sig. Sindaco di Acireale

All’Ass. al territorio del comune di Acireale

Al Procuratore della repubblica presso il Trib. di Catania

Al Comandante della Capitaneria di porto di Catania

E p. c. agli organi di stampa locali e nazionali

Oggetto: ricorso avverso la condizione di totale illegalità e  di sopruso perpretata in località Spiaggia Cocole in comune di Acireale.

                                                                    PREMESSO

Che la spiaggia Cocole, della complessiva lunghezza di circa ml 120 è l’UNICA spiaggia del circondario che dalla fraz. di S. Tecla conduce a Pozzillo, ed una delle pochissime della intera costa acese e che quindi assorbe una quota notevole di utenti;

Che su tale spiaggia operano due concessioni demaniali relative ad attività ristorative e balneari;

Che tali concessioni assorbono ben più della metà della complessiva estensione della spiaggia, consentando ai bagnanti la fruizione di un ridottissimo tratto della medesima;

Che come si evince dalla documentazione risultante dalle riprese satellitari di Google Earth tali spazi dal 2013 si vanno progressivamente riducendo per la costante espansione delle strutture predette;

Che ogni anno le due installazioni, ed in particolare quella di Lido Cocole espandono sia in pianta che verticalmente le loro strutture;

Che viene quindi leso drasticamente il diritto di veduta (Cassaz.sez.II Civ. sent. 18genn-16 febbr 2017,  cons. di Stato sent. 27.01.2015 n.362, et alii);

Che la realizzazione delle opere concesse avviene in gran parte con materiali di recupero creando una impatto visivo paragonabile ad una bidonville con gravi danni alla reputazione della frazione ed al turismo, nonché al valore commerciale degli immobili circostanti ;

Che il percorso di libero transito al mare viene costantemente ristretto fino ridursi oggi a circa 80 cm;

Che gli spazi sottostanti alle strutture sono trasformate in ricettacolo di rifiuti ingombranti e maleodoranti;

Che la concessione viene estesa nel modo più arbitrario ad una proprietà privata di uso pubblico quale la strada vicinale (di proprietà quindi dai titolari dei fondi limitrofi )S. Tecla, distinta in catasto nel f. 51 del Comune di Acireale  e da quest’ultimo denominata nello stradario comunale come v. Pontinia; tale strada dovrebbe permettere il libero transito lungo la costa mentre viene arbitrariamente utilizzata dalle strutture suddette con il beneplacito dell’ Ufficio Territoriale Ambiente;

Che più volte cittadini che intendevano fare valere i loro diritti quali utenti di un bene pubblico di notevole valenza si sono rivolti alle autorità competenti ricevendo vaghe e reticenti risposte  venendo deviati verso altri uffici;

Che ad una delle suddette strutture (Lido Cocole) è stata concesso il mantenimento destagionalizzato, realizzando quindi arbitrariamente un vero e proprio IMMOBILE (allacciato alle reti di acqua e luce e con scarichi fognari) privo di concessione edilizia;

Che nell’autunno del 2018 la solita violenta mareggiata che regolarmente si ripete in ogni stagione invernale ha distrutto totalmente le strutture presenti, scaricando i rottami sulla pubblica via ed in mare,costituendo quindi un grave pericolo per residenti e passanti oltre che fonte di inquinamento terrestre e marino;

Che tali eventi calamitosi sono evidentemente sempre più frequenti;

Che in tali condizioni una struttura precaria costituisce un grave pericolo per residenti e passanti.

                                                               TUTTO CIO’ PREMESSO

I sottoscritti cittadini, residenti e non, chiedono alle autorità in indirizzo che si ponga fine ai veri e propri gravi abusi evidenziati, tramite:

  1. Contenimento delle aree concesse, assicurando spazi adeguato alla pubblica fruizione.
  2. Controllo dei progetti presentati e sopratutto del loro rispetto in fase esecutiva.
  3. Controllo delle altezze massime e della qualità dei materiali usati.
  4. Controllo che la strada vicinale S.Tecla, (v. Pontinia) rimanga libera al pubblico transito per la sua intera larghezza.
  5. Controllo degli scarichi fognari e dell’ intera normativa igienico-sanitaria.
  6. Controllo delle condizioni sotto le quali è stata concessa la destagionalizzazione.

RICORDANO che chi rilascia le autorizzazioni OPPURE NON VIGILA AFFINCHE’ ESSE SIANO ALMENO RISPETTATE si assume la responsabilità di questi annunziati eventi. Allegano una esauriente documentazione satellitare e fotografica di quanto denunziato.

Fabio D’Agata