Storia di Jaci – Il Monastero della Visitazione, 1925.

Il Monastero della Visitazione sorge sul colle del Sacro Cuore, quando fu costruito la zona era l’estrema periferia di Acireale. Il “Chiano Pizzone” era una zona pressoché disabitata ed era frequentata da intagliatori e scalpellini per via della cava di pietra lavica – a pirrera – o per regolamenti di conti con i coltelli.

Alcune notizie storiche sono in vari articoli della Voce dell’Jonio pubblicati dall’ avv Guido Leonardi in occasione del 90° anniversario di fondazione a seguito di una conferenza sulle origini del Monastero tenuta da Don Giovanni Mammino Vicario Generale e storico locale

Infatti l’idea di una Monastero dedicato alla preghiera contemplativa nasce da mons. Genuardi che con la costituzione della nuova diocesi ha invitato vari ordini di religiose a prestare le loro opere in città come ad esempio le Piccole Suore dei Poveri o le Suore del Buon Pastore di Angers.

Il progetto fu portato avanti da Mons. Arista che conosceva bene le suore visitandine sin dal terremoto del 1908 che colpì Messina e Reggio Calabria , città dove esisteva già una sede, e cerca di costituire una prima casa in città. La stessa sorella del vescovo – Giacinta – entra in quest’ordine e dopo la costruzione del monastero si stabilirà in Acireale.

Mons. Cento si appresta alla posa della Prima Pietra

Solo con il Vescovo Fernando Cento si realizza il progetto della nascita di questo monastero nel 1925 e con la posa della prima pietra nel 1926.

Soltanto nel 1952, con la nascita del quartiere di Piazza Dante, a fianco del Monastero sorge la nuova Chiesa – oggi Santuario – consacrata al Sacro Cuore di Gesù.

Le suore visitandine presto entrano nel cuore degli acesi (ricordiamo l’asilo dell’infanzia attaccato al Monastero) e per via della loro regola claustrale hanno evitato sempre il contatto con le persone tanto da essere definite “le Sepolte Vive”, solo una di esse gira (una volta si vedeva anche alla guida di una vecchia 600) per il quartiere per le necessità della piccola comunità

Una delle loro attività , oltre la preghiera quotidiana, è quella del ricamo, alcune di esse erano delle formidabili ricamatrici – ogni anno per la festa del Sacro Cuore si possono ammirare i loro arazzi esposti alle finestre – infatti molti preziosi paramenti sacri in passato sono stati affidati alle loro cure.

Fonti:

La Voce dell’Jonio – avv. Leonardi

Cenni biografici di Mons. G.B. Arista d.O di Pietro Pappalardo volume curato dal preside Sciacca.