Storia d’Italia – Benito Mussolini espulso dal PSI, 23 novembre 1914

Mussolini inizia la partecipazione politica nel Partito Socialista nel 1910, quando fu nominato segretario della “Federazione socialista” di Forlì. Successivamente nel novembre del 1912 diventa direttore dell’ Avanti, giornale ufficiale del partito.

Nell’agosto del 1914 con l’inizio del conflitto tra gli Imperi centrale e la triplice allenza, nel paese si accende il dibattito sull’opportunità di una partecipazione nel conflitto al fianco della Triplice alleanza (ricordo che allo stesso tempo L’Italia era legata agli Imperi centrali da un trattato di allenza). Nell’agosto del 1914 il direttore dell’Avanti era a favore della linea neutralista infatti cosi scrive “Ci si vuol far piangere sul Belgio martire”.

” Il 18 ottobre, mutando esplicitamente la propria originaria posizione, Mussolini pubblicò sulla Terza pagina dell’Avanti! un lungo articolo intitolato «Dalla neutralità assoluta alla neutralità attiva ed operante», in cui rivolse un appello ai socialisti sul pericolo che una neutralità avrebbe comportato per il partito, cioè la condanna all’isolamento politico. Secondo Mussolini, le organizzazioni socialiste avrebbero dovuto appoggiare la guerra fra le nazioni, con la conseguente distribuzione delle armi al popolo, per poi trasformarla in una rivoluzione armata contro il potere borghese”. (  Antonio Spinola, Mussolini. Il fascino di un dittatore, Mondadori, Milano, 1989).

Il 20 ottobre lascia la direzione del giornale e il 15 novembre, pubblica la prima copia del suo nuovo giornale “Il Popolo D’Italia” dove si schiera sull’entrata dell’Italia in guerra al fianco delle potenze dell’Intesa. Si scoprira che il giornale fu finanziato da un gruppo d’industriali , tramite Filippo Naldi direttore del Resto del Carlino, interessanti all’ingresso dell’Italia nel conflitto.

Il 23 novembre Mussolini viene espulso dal Partito Socialista

Foto di Mussolini direttore dell’Avanti anno 1912