Storia d’Italia – La finale della Coppa Rimet 1970.

Il 21 giugno del 1970 la nazionale italiana di calcio approda per la terza volta ad una finale del Campionato del mondo di calcio. L’Italia dopo aver sconfitto in semifinale la Germania, in una memorabile partita, deve affrontare il Brasile. La Coppa Rimet doveva essere assegnata alla squadra che vinceva per tre volte (anche non consecutive) il mondiale e si dava il caso che sia l’italia che il brasile hanno già vinto due volte la competizione.

La partita viene giocata allo stadio Asteca di Città del Messico. La squadra italiana è allenata da Valcareggi e uno dei dilemmi è se far scendere in campo Giovanni Rivera, nel Brasile tra i tanti fuoriclasse si distingue Pelè.

Il Brasile passa in vantaggio , appunto, con un gol di Pelè. Boninsegna pareggia e allo scadere del primo tempo il Brasile passa di nuovo con Pelè ma l’arbitro annulla. Durante la pausa i brasiliani sono sconfortati perche hanno l’impressione che l’arbitro , un tedescone della Germania est – tale Gloekner – sia a favore degli italiani. Nella ripresa i timori passano perche i Brasiliani capiscono che gli italiani sono cotti è fisicamente non sono ingrado di contrastarli. Gerson con un lancio lungo sorprente Albertosi ed è il 2 a 1, con Jairzinho si arriva al 3 a 1 e con Carlos Alberto si arrotonda con il 4 a 1. I brasiliani hanno la tentazione di effettuare una goleada ma gli oriundi italici non pressano e il punteggio si stabilizza. A sei minuti dalla fine Valcareggi manda in campo Rivera ma ormai la partita è persa.

Al rientro gli Azzurri sono accolti dalla Italica folla inferocita che chiede conto e ragione per il mancato utilizzo di Giovannino Rivera. In realtà la nazionale aveva disputato un mondiale dignitoso e la superiorità del Brasile era fuori discussione, di più non si poetva fare.

Al Brasile viene assegnata definitivamente la coppa Jules Rimet. Tra quattro anno si disputava la nuova coppa FIFA nella Germania ovest.

Foto Uno stacco di Giggi Riva (Rombo di tuono come lo definisce Brera) sotto gli occhi sbalorditi di Pelè.

Fonte storica Gianni Brera

S.P.