STORIE DI CANZONI George Harrison – “While My Guitar Gently Weeps”

Ci voleva una calda estate del 1968 per riuscire a far “piangere una chitarra”.
In quell’estate un giovane George Harrison si trova nella casa dei genitori a Warrington, in Inghilterra e dalla libreria prende un libro a caso, ne sfoglia le prime pagine e viene attratto da due parole: “Gently weeps”. Nasce così la canzone dove a piangere gentilmente sarà la sua chitarra. Inizialmente sarà la chitarra acustica, con la quale Harrison, aggiungendo il suono dell’organo, registra una demo. Gli altri tre Beatles, dopo l’ascolto, restano piuttosto freddi e per quanto si sforzino di suonare la canzone, lo fanno svogliatamente. I Beatles in quel periodo attraversavano un periodo di tensioni che progressivamente avrebbe causato lo scioglimento della band. Ma George, già abituato a sgomitare quando si trattava di dover proporre e incidere un brano scritto da lui, non si perse d’animo ed ebbe un’idea illuminante: convincere il suo amico Eric Clapton a partecipare alla registrazione. Si, proprio Clapton “Slowhand”, colui il quale, un paio di anni dopo, gli “sottrarrà” la moglie con Harrison che molto sportivamente, non diede mai molto peso alla questione mantenendo e intensificando la reciproca l’amicizia. Ma l’idea illuminante ci mise un po’ a realizzarsi perchè Clapton esitava dal momento che mai nessuno fino ad allora aveva suonato in una canzone dei Beatles.

Clapton, sulla cresta dell’onda grazie al successo ottenuto con i Cream, dopo diversi tentativi da parte di Harrison andati a vuoto, accetta finalmente di trascorrere un’intera giornata con l’amico George negli studi di registrazione della Emi. Il 5 settembre del 1968, Eric Clapton imbraccia la Gibson Les Paul che aveva regalato a George e tira fuori un assolo sontuoso facendo letteralmente “piangere” la chitarra.

Nasce così “While My Guitar Gently Weeps” con l’assolo che lo stesso Clapton in fase di missaggio, ha voluto rendere più simile possibile alle sonorità beatlesiane. Ma il lavoro di Clapton non finisce qui, perchè grazie alla sua presenza, stimola i Beatles ad affrontare seriamente quella partitura. Il primo, Paul McCartney, si inventa al piano una bellissima introduzione contribuendo successivamente alle controvoci. John Lennon sostiene la canzone con la chitarra ritmica e Ringo Starr fa la sua buona parte alla batteria. Il risultato della registrazione è eccellente e la canzone verrà pubblicata nel “White Album”, ma per ragioni contrattuali, non si farà menzione di Eric Clapton.
Al testo piuttosto ermetico e ondivago, fa da contraltare una bellissima melodia cantata da Harrison con toni acuti e con un apprezzabile contrasto con il suono aspro della chitarra elettrica.

“While My Guitar Gently Weeps” esprime appieno tutta la sensibilità di Harrison, il disagio del dover vivere all’ombra del duo Lennon Mc Cartney e chissà, forse anche una velata tristezza per l’imminente fine dei Beatles.
Il video che vi proponiamo è tratto da un concerto in memoria di George Harrison tenutosi il 29 novembre del 2002, a un anno dalla sua scomparsa. Sul palco tantissimi suoi amici musicisti, tra i quali Paul McCartney, Ringo Starr, Eric Clapton, Billy Preston, Klaus Voormann, Jeff Lynne e, ciliegina sulla torta, suo figlio Danny, la cui somiglianza con il padre è davvero impressionante.
Immagine: George Harrison con Eric Clapton.

Luigi Pennisi