Studio del Centro Storico di Acireale – Abbiamo sentito il Prof. Filippo Gravagno – Parte seconda

Continuiamo la nostra discussione con il Prof. Filippo Gravagno, che ha curato l’analisi morfologica del tessuto urbano del centro storico, dal quale è scaturito lo “studio” di dettaglio approvato in Consiglio Comunale ed oggetto di numerose critiche da parte di soggetti accreditati.

Il problema di fondo sembrerebbe lo scostamento tra l’analisi fatta dal gruppo di lavoro di Gravagno ed il risultato uscito dagli uffici, che inserisce gran parte del patrimonio edilizio del centro storico nelle prime due categorie previste dalla L.R 13/2015, per le quali è prevista la demolizione e ricostruzione, ovvero :

a) edilizia di base non qualificata: unità edilizie con caratteri dimensionali planimetrici, originari o modificati, con scarsa valenza o prive di caratteri architettonici tipici;

b) edilizia di base parzialmente qualificata: unità edilizie con caratteri dimensionali planimetrici, originari o modificati, e permanenza di caratteri architettonici tipici, che hanno subito alterazioni ovvero addizioni di volumi;

Fancity Acireale<<< Professore ci spiega in estrema sintesi il lavoro svolto dal suo gruppo per l’analisi del tessuto morfologico del centro storico.

Filippo Gravagno :<<<Per attuare lo studio si è concordato, infatti, con l’AC di attivare, per avviare l’iter, un progetto di ricerca sui caratteri morfologici dei tessuti del centro storico.
Tale progetto di ricerca è stato parzialmente finanziato dall’A.C attraverso la corresponsione di un contributo di circa 24.000 euro totalmente impegnati nella copertura finanziaria di borse di ricerca destinate a giovani ricercatori e neolaureati, non ancora strutturati all’interno del personale accademico, impegnati nei lavori necessari allo svolgimento di tale incarico. Il lavoro del personale strutturato impegnato nello studio è stato svolto, invece, a titolo assolutamente gratuito e volontario.
In esito a tale studio il mio gruppo di ricerca ha consegnato all’A.C. nel 2017 ben 8000 (ottomila) schede relative a tutte le unità edilizie presenti nei tessuti storici della città e altre quasi 300 schede di sintesi dei risultati delle analisi alla scala di isolato.
Questo materiale, di difficile gestione cartacea, è stato accompagnato da un GIS volto a garantirne una più agevole, immediata e facile consultazione. Questo GIS, tra le tante funzioni, è stato anche strutturato per facilitare l’adempimento degli obblighi di legge derivanti dalla LRS 13/15.

Fancity Acireale<<<Quindi avete fornito all’amministrazione tutti gli elementi peculiari del patrimonio edilizio che, a mio parere, non sono esclusivamente urbanistici ma anche storico culturali.

Filippo Gravagno :<<<Lo studio essendo stato predisposto per la formazione dei piani di recupero, ha un livello di approfondimento dei quadri di conoscenza che va be oltre quanto richiesto dalla LR13/15. Esso, in particolare, consente di avere un quadro sufficientemente esaustivo dei principali problemi e temi che devono essere trattati e risolti con la redazione del piano di recupero.
Nello studio sono adeguatamente rappresentati e illustrati i principali caratteri costitutivi della morfologia prodotta nelle differenti fasi storiche che hanno accompagnato la crescita del centro urbano.
A tal fine sono rappresentati gli elementi costitutivi che danno origine al peculiare ambiente urbano della città prodotto tra la prima metà del ‘700 sino ai primi anni del novecento. Insieme a queste informazioni sono restituiti anche anche molte informazioni relative ai principali caratteri ed elementi di valore ambientale e dei livelli di uso oltre che degli stati di conservazione.
Ciò che emerge dallo studio è un ambiente urbano ricchissimo di connotati ed elementi di pregio e di elevato valore ecologico, ambientale, storico e testimoniale che si caratterizza per la commistione e spesso compresenza di una produzione palazziale (palazzi nobiliari e palazzi di ispirazione borghese) e di tipi edilizi terrani e solarati assai spesso disposti ed organizzati su corte interna o orto urbano e che si dispiegano all’interno di una fitta rete dentritica di vicoli e scalazze che compongono e costituiscono la armatura, definendo il peculiare carattere e le atmosfere dello spazio pubblico urbano.

Fancity Acireale<<< Ma allora Professore, per quale motivo si è scelto di approvare uno studio che consente la demolizione e ricostruzione di oltre il 50% del patrimonio edilizio, dobbiamo aspettarci una distruzione di gran parte del centro per realizzare ampiamenti volumetrici previsti dalle norme nazionali con la scomparsa di cortili, accessori, spazi comuni, ecc.?

Filippo Gravagno :<<<La modalità seguita dall’Amm.ne Alì nella redazione dello studio inerente la LR13, è pertanto in assoluta controtendenza e discontinuità con quanto elaborato e in esito alla collaborazione offerta dal mio gruppo di ricerca sia in ordine agli aspetti metodologici concordati con la precedente Amo.ne, (non è stato avviato alcun processo partecipativo e alcun momento di confronto e discussione con la città sugli esiti e i risultati di tale lavoro di analisi e tantomeno sui problemi e sulle prospettive aperte da tali indagini) sia per quanto inerente i contenuti tecnici rilevanti con tale analisi.
Su quest’ultimo aspetto, in particolare, emerge in tutta evidenza come, proprio i tipi edilizi riconducibili alle costruzioni terranee e solarate, ovvero quelle parti maggiormente caratterizzanti la dimensione popolare della città, non possono essere considerati, contrariamente a quanto indicato spesso nello studio esitato dall’Amm.ne Alì, tipi di base non qualificati, ancorché nel tempo modificati o integrati con parti, servizi o impianti tecnici di più recente fattura. La loro eliminazione e sostituzione con nuovi corpi di fabbrica andrebbe infatti a snaturare il carattere peculiare del tessuto storico, compromettendone non solo l’immagine complessiva ma molti dei suoi caratteri ambientali, ecologici, culturali e storico-identitari.

Fancity Acireale<<<Ci dobbiamo aspettare un nuovo sacco edilizio del centro storico di Acireale, forse la speculazione edilizia che ha devastato le periferie e le frazioni a mare adesso si riverserà in centro?

Filippo Gravagno :<<<E’ ovvio pertanto da quanto sopra esposto, che quanto predisposto dagli uffici non trovano alcuna relazione o alcuna giustificazione con quanto da me fatto e con quanto consegnato dal mio gruppo di ricerca, ma assai più probabilmente rispondono ad alcune istanze di qualche portatore di interessi che iintravede, con questo atto amministrativo, la possibilità di realizzare interventi speculativi che però possono compromettere la possibilità di un futuro recupero e di una autentica rigenerazione di questa pregiata e fondamentale parte della nostra città.

Fancity Acireale<<< Un ultima domanda, se vuole può anche non rispondere, ma perché uno dei primi atti dell’Assessore Carmelo Grasso fu quello di interrompere la sua collaborazione con l’amministrazione acese, affermando che lui voleva continuità di idee ma non di persone ?

Filippo Gravagno :<<< Alla luce di queste considerazioni è forse più facile comprendere le ragioni che hanno portato l’attuale Amm.ne ad interrompere la collaborazione con il mio gruppo di ricerca e a cercare forse consulenze più vicine e sensibili alle istanze e alle sensibilità di questi stakeholders .

Fancity Acireale<<< Grazie Professore .

Fabio D’Agata