Terremoto, depuratore, isola ecologica, lavoratori ipab e carri tra le lamiere

ACIREALE – E’ un dovere civico tenere sempre accesi i fari su determinate questioni che riguardano, non certo alcuni concittadini, ma la collettività tutta. Il terremoto di S, Stefano, la questione dei lavoratori dell’Ipab Oasi Cristo Re, i tempi per la costruzione del depuratore, i tempi per la realizzazione dell’isola ecologica, i provvedimenti per la viabilità e, più in generale, la vivibilità.

Abbiamo ripreso il tema della ricostruzione delle case che sono state distrutte dal terremoto di S. Stefano e abbiamo espresso la nostra incondizionata fiducia nella persona del dott. Salvatore Scalia, siamo stati attenti nel leggere il suo prezioso commento postato nel nostro gruppo fb. Leggiamo, tra l’altro, dal dott. Scalia: “a breve sarà pronta l’ordinanza per la ricostruzione generale e scorrendo il sito si può conoscere ciò che già si può predisporre”. E’ un’informazione certamente preziosa e che ci fa ben sperare consci come il commissario stesso ha affermato che “la parola ferie non fa parte del nostro attuale lessico”. Noi periodicamente ritorneremo sull’argomento perchè il terremoto ha colpito Acireale e non certo una porzione margine della città. Mai come adesso bisogna sentirsi uniti e solidali.

Per la questione dei lavoratori dell’Ipab Oasi Cristo Re, dobbiamo ammettere che è davvero difficile aggiungere ancora parole su parole. Si doveva fare una legge di riordino, si dovevano pagare tutti gli stipendi arretrati ai lavoratori ed invece siamo ancora qui a dover registrare, periodicamente, le dichiarazioni di questo o quel politico senza che la situazione si sblocchi in maniera definitiva.

Ad Acireale dobbiamo ancora conquistare modalità del vivere civile che in tante altre comunità sono beni acquisiti da decenni. La depurazione e l’isola ecologica sono questioni che l’amministrazione comunale deve affrontare con vigore e portare a compimento nel più breve tempo possibile. Per la depurazione se ne occupa il commissario straordinario e per il ccr è necessario un finanziamento regionale (crediamo infatti che recuperare il vecchio finanziamento sia diventata operazione assolutamente improbabile). Sono due passaggi che darebbero alla città una spinta notevole per il raggiungimento di uno standard di qualità cittadino certamente migliore rispetto a quello che oggi viviamo.

Per quel che riguarda la viabilità e la mobilità non possiamo che riconfermare che i tanti provvedimenti messi in atto (tanti in assoluta contraddizione tra loro) non hanno portato alcun miglioramento a quello che era e rimane il più grande caos cittadino del dopoguerra. Automobili ovunque, pochissimo rispetto in fatto di sosta e una zona 30 che invece di ridurre le emisssioni costringe ad una “veduta” panoramica delle due vie principali che è davvero caos e deregulation.L’amministrazione Alì ha iniziato il suo terzo anno di mandato e tante questioni sono ancora irrisolte,ovviamente non basta sbandierare un giorno si e l’altro anche, della fermata “Cappuccini”, perchè ciò non è un fatto che cambierà di molto il volto della città se intorno a questa possibilità non si riuscirà a costruire vivibilità diffusa.

Infine, il parcheggio dei carri allegorici tra le autovetture è una sconcezza estetica ed etica.Non si predispone un’esposizione di tali bellezze artigianali in mezzo al caos delle lamiere, il presidente della fondazione del carnevale, conosciuto come uomo elegante e colto, avrebbe dovuto certamente chidere ed ottenere di più e meglio per l’esposizione delle opere in cartapesta. Non si violenta la bellezza della cartapesta.

(mAd)