Torrente Lavinaio Platani, una sfida continua con la natura.

Acireale – Scrive il sindaco Alì: “Lunedì ho fatto un sopralluogo al torrente Lavinaio Platani. La direzione dei lavori è in attesa di una perizia di variante per poter, finalmente, concludere i lavori iniziati già da anni, nutro molte riserve sull’efficacia dell’intervento su Capomulini. Naturalmente oltre al ritardo nella realizzazione dell’opera la regione ci scrive, come al solito, sollecitando una serie di passaggi e documenti ad oggi mancanti, minacciando gravi sanzioni”.

Settembre 2014 – Veniva approvato il piano triennale delle opere pubbliche 2014/2016 e tra le opere di massima urgenza erano previste per il primo anno, la messa in sicurezza del
Torrente Lavinaio Platani, quindi la realizzazione degli interventi di mitigazione del rischio del torrente per 1 milione di euro e il completamento torrente Lavinaio Platani, per 2 milioni e mezzo di euro. Tutto ciò importantissimo visto che negli anni aveva portato solo disgrazie e morte.

Dicembre 2014 – La giunta comunale approva il progetto per gli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico nel Torrente Lavinaio Platani, tutti gli elaborati vengono trasmessi all’assessorato regionale Territorio e Ambiente.
Fiduciosa la giunta Barbagallo, infatti dichiarava, il dirigente di Protezione Civile e Rup, Giuseppe Torrisi che l’iter era finalmente concluso e si aspettava di intervenire il più presto possibile con la realizzazione di una grande vasca di laminazione a servizio del torrente a monte della via Anzalone, capace di eliminare i rischi di portata, che quindi avrebbero evitato l’esondazione del torrente mettendo in sicurezza la zona a valle. Ancora, interventi, sulla rinaturalizzazione del corso del torrente e l’eliminazione di tutte le strade che utilizzano il torrente come via d’accesso.
L’allora sindaco Barbagallo, fece immediatamente una delibera affinchè il finanziamento arrivasse in tempi brevi per iniziare ad intervenire sulle urgenze e sulle maggiori criticità della foce del torrente in modo da mettere subito in sicurezza, almeno il tratto di via Anzalone.

Aprile 2016 – Durante una seduta del consiglio comunale di Acireale, il Consigliere Lorenzo Leotta, chiede di fare una interrogazione, dichiarando in aula, di voler porre una domanda all’amministrazione sull’importante questione della messa in sicurezza del Torrente Lavinaio Platani, chiedeva: A che punto fossero i progetti finanziati, se si conosceva già una data per l’inizio dei lavori e se fosse stata svolta nel frattempo una manutenzione di pulizia, importante per la sicurezza.
Rispondeva in aula il vice sindaco Nando Ardita, sempre ottimista, ottimismo che l’ha sempre contraddistinto in tutti gli anni del suo mandato, soprattutto sulla questione Villa Belvedere.
Il vice sindaco, rassicurava il Consiliere Leotta dichiarando, che la gara era stata già appaltata relativamente al Torrente Platani, una gara di due milioni e mezzo di euro e tutta la documentazione era stata mandata alla regione. Dichiarava ancora, Nando Ardita che proprio in quella settimana, erano stati fatti dei sopralluoghi insieme alla Protezione Civile regionale, per capire come era la situazione, quindi si diceva MOLTO attento alla situazione e che era tenuta sottocontrollo.
Si era inoltre andati a Santa Tecla per un’altro sopralluogo e verificare la situazione dopo l’ultima alluvione del 2015 che aveva fortemente danneggiato la città.
Si diceva fiducioso, perchè si stava facendo attenzione alla problematica del Torrente e questi interventi effettuati sul posto dimostravano, la grande attenzione dell’allora amministrazione.
Il Consigliere Leotta, si diceva soddisfatto che la gara era stata appaltata ma attendeva con ansia, l’inizio dei lavori visto che era la cosa più importante e più urgente.

Aprile 2017 – La storia infinita del Torrente Lavinaio Platani.
Dall’albo pretorio risultava che i lavori dovevano ancora inziare, non si trovavano tracce della ditta aggiudicatrice, e a due anni dal finanziamento e 15 mesi dall’aggiudicazione da parte dell’UREGA, era tutto fermo e ripensando ai buoni propositi che si era prefissata l’amministrazione si provava rabbia.
Nel periodo delle piogge, si temevano ancora esondazione del Torrente, ci sarebbero stati ancora danni e vittime?
Sembrava una sfida contro la natura che comunque avrebbe fatto il suo corso senza chiedere il permesso a nessuno.

Ci avrebbe trovati ancora impreparati, e gli abitanti della zona di Capo Mulini ad ogni pioggia, avrebbero vissuto con la paura.
Nell’aprile 2017 erano già passati due anni dalla concessione del finanziamento, due inverni vissuti nel terrore, con la consapevolezza che sarebbe potuto succedere l’irreparabile, qualcosa di veramente grave, i lavori non erano ancora iniziati e tutto taceva anche l’amministrazione.

Agosto 2018 – La realizzazione di una grande vasca di laminazione a monte di via Anzalone che consentirebbe l’eliminazione del forte flusso di acqua durante le inondazioni.

L’esecuzione di interventi di messa in sicurezza a Capo Mulini.

L’eliminazione della strada di accesso al ponte su via Anzalone cosi da rinaturalizzare il corso del torrente.

La realizzazione di un sistema di allarme che quando si raggiungono livelli alti, invii un segnale alla Protezione Civile in modo da poter intervenire immediatamente.

Gli interventi di manutenzione programmata per alleviare un po i danni in caso di forti piogge.

Tutto questo e tanto altro lo stiamo ancora aspettando.

(Graziella Tomarchio)