Trasparenza, democrazia diretta e costi della politica. Fail

ACIREALE – Ed ecco che tra il caos veicolare e le richieste dei cittadini che vorrebbero spazi liberi dalle autovetture e le proteste degli esercenti del centro storico che chiedono vivibilità e decoro, si accinge a concludersi questo 2019 che ha visto un numero impressionante di parole spese nell’ormai noto “angelus” domenicale del sindaco Alì. Parole e impegni che ci hanno fatto comprendere come la gestione di una città complessa come Acireale non è cosa semplice ma che ci danno anche altre indicazioni. Ci chiediamo, alla fine di questo anno, come siamo messi in tema di rispetto di alcuni punti programmatici tracciati dall’allora candidato sindaco Alì?

Abbiamo voluto iniziare con un punto tratto dal programma di Alì dal titolo: Trasparenza, democrazia diretta e costi della politica.

Leggiamo nel programma sei azioni che sono ritenuti “indispensabili”. Tra i vari punti alcuni richiedono un minimo di analisi. Al terzo punto si legge dell’apposito capitolo: “Trasmettere in streaming tutte le riunioni delle commissioni consiliari in un canale appositamente aperto all’interno del sito web comunale, come già avviene per il Consiglio Comunale”. Non abbiamo alcuna notizia di dove si trova l’eventuale link per vedere lo streaming delle riunioni delle commissioni consiliari, molto probabilmente perchè questo “canale” non esiste. Comprendiamo che il sindaco Alì aveva inserito questo punto nel programma in riferimento alla battaglia mediatica e politica che il M5S tenne per alcuni verbali delle commissioni consiliari considerati “scandalosi” redatti durante l’amministrazione Barbagallo ma avrebbe dovuto darne seguito. Va ricordato che tutti i consiglieri comunali coinvolti non hanno avuto alcuna conseguenza penale e/o civile. Adesso il Comune dovrà, con molta probabilità, risarcire gli avvocati che hanno difeso i consiglieri comunali accusati di peculato. Più volte il sindaco Alì ha scritto del debito fuori bilancio che dovrà accollarsi per l’assoluzione dei “furbetti del cartellino” ma dimentica il debito fuori bilancio che arriverà per la questione commissioni consiliari. In ogni caso di questo canale dedicato allo streaming delle commissioni consiliari non ne abbiamo notizia. Fail.

Un altro punto del capitolo “trasparenza, democrazia diretta e costi della politica” è quello relativo alla partecipazione popolare. Si legge nel programma: “…modificare lo statuto comunale, consentire le proposte di iniziativa popolare, favorire le consultazioni popolari senza quorum e gli incontri di quartieri e di frazione. Avviare subito un percorso partecipato per la modifica dello Statuto comunale e del regolamento sulla partecipazione che attivi il referendum comunale”.

Acireale ad oggi non ha ancora gli strumenti (i regolamenti) per la partecipazione popolare e per indire referendum cittadini. E’ vergognoso se consideriamo che tre anni non sono bastati all’amministrazione Barbagallo per redigere i regolamenti e modificare lo Statuto Comunale e un anno e mezzo non è ancora bastato ad Alì per dare ai cittadini acesi uno strumento richiesto dalla legge.

Fail.

Sempre in tema di partecipazione e collaborazione amministratori/amministrati non possiamo dimenticare il passaggio relativo alle segnalazioni. Si legge nel programma: “… attraverso comunicazioni al servizio web gratuito tipo decorourbano.org, per dare ai cittadini la possibilità di segnalare on line eventuali disservizi sul territorio, sottoponendo problemi di natura spicciola (buche, lampadine, abbandono rifiuti, etc.) senza doversi relazionare con consiglieri e CAF e ottenere riscontro su come vengono gestiti (con rispetto della cronologia).

Non abbiamo alcuna notizia di questo sito decorourbano.org e neanche di altre piattaforme online per dare la possibilità di fornire segnalazioni e disservizi.

Fail.

Infine, piatto forte del programma Alì: la riduzione dei costi della politica.

Come sappiamo è stata un’apposita legge regionale che ha determinato la riduzione degli emolumenti per sindaco, assessori, presidente del consiglio e consiglieri comunali. La riduzione di legge per i Comuni come Acireale è passata da ca. 66 euro a 35 euro ca. Una riduzione, quindi, imposta dalla legge regionale che, durante questo anno e mezzo, ha visto alcune oscillazioni in alto per sindaco e assessori prima e successivamente per presidente del consiglio e consiglieri comunali. Come dimenticare l’aumento degli emolumenti del 10% (5+3+2)? Come dimenticare quella famosa seduta in cui si è discusso e determinato che il consumo idrico che aumenta nel periodo estivo del (30%) si è pensato di equiparare con l’oscillazione della popolazione per la stessa percentuale? Indimenticabile. Successivamente in consiglio comunale Luciano Scalia ha mosso delle precise osservazioni e sindaco e giunta sono dovuti tornare indietro sui loro passi. Quindi riduzione dei costi dovuta alla legge regionale ma aumento se consideriamo i costi relativi al consulente economico.

Fail.

I programmi elettorali, purtroppo, assai spesso lasciano il tempo che trovano ma se volevamo e speravamo in un cambio di modalità non possiamo che concludere che, ad oggi, i programmi elettorali continuano ad essere solo uno spreco di carta e di tempo.

(mAd)