“Tumore alla prostata, una malattia multifattoriale” di dott. Riccardo Castro (Dirigente Medico di I livello e primo aiuto presso l’UOC di Urologia del PO San Vincenzo di Taormina)

“Come tutti i tumori, anche quello della prostata è una malattia multifattoriale cioè la sua insorgenza è influenzata da numerosi fattori genetici e ambientali. Alcuni non possono essere modificati, mentre per altri il nostro comportamento può fare la differenza. Tra i fattori di rischio non modificabili vi sono l’età, la genetica e la familiarità. Il tumore della prostata è tipico dell’età avanzata: più si invecchia e più si hanno probabilità che si sviluppi. Si stima che la maggioranza degli uomini di ottant’anni abbia una qualche forma di tumore della prostata, anche latente. Mutazioni in alcuni geni sono collegati ad un aumento del rischio di tumore alla prostata, ad esempio i geni Brca 1 e Brca 2, gli stessi che nella donna aumentano il rischio di tumore al seno e dell’ovaio. Anche la familiarità ha il suo peso: uomini che in famiglia hanno casi di tumore alla prostata, così come individui di particolari etnie (come gli afroamericani) sono statisticamente più esposti a questa neoplasia. In tal senso l’epoca in cui eseguire il PSA totale va anticipata: anziché dai 50 anni in su, tra i 40 e i 50 anni. Molto però fanno anche gli stili di vita  di cui siamo noi i principali fautori: il fumo, così come l’alcol, sono fattori di rischio noti per molti tumori, anche quello della prostata. Anche l’alimentazione può giocare un ruolo importante: alcune ricerche sembrano mostrare che l’assunzione di più di due grammi al giorno di calcio sia collegata a un aumento del rischio di un tumore della prostata Di contro, il consumo di alcuni alimenti vegetali, come il pomodoro (ricco di licopene, un potente antiossidante) e le brassicacee (cavoli, cavoletti, broccoli) giocano un ruolo protettivo contro questo tumore. Fermo restando che ognuno è libero di effettuare le scelte che desidera, a maggior ragione per quanto riguarda la propria salute, l’importante è essere consapevoli che una visione del tutto fatalista sull’insorgenza dei tumori non è supportata da quanto ci dice la scienza, e che con le nostre scelte possiamo fare molto per diminuire o aumentare il rischio di ammalarci. Presso la nostra UOC di Urologia al San Vincenzo di Taormina trattiamo il tumore della prostata con prostatectomia radicale sia in open che in laparoscopia, fornendo così un eccellente ventaglio di trattamento per il paziente con tale patologia”.

(Dott. Riccardo Castro) – Articolo edito da “La Sicilia”.