Un Consiglio per Fabbricare Nuove Case per Acireale –

Nella seduta di ieri sera 11/2/2020, il Consiglio Comunale di Acireale dopo la pausa Sanremese e la prima domenica di Carnevale, si riunisce per alcune importanti questioni tra cui l’approvazione di un nuovo piano di lottizzazione ad Aciplatani.

Superate i primi doverosi interventi sulla tragedia delle foibe e sulle malefatte dei comunisti di Tito avvenuti in Yugoslavia tra la fine del 1943 ed il 1945, si passa ai soliti argomenti di rito, qualche buca da chiudere, un po’ di segnaletica mancante e l’immancabile freddo nelle scuole ,a cui per fortuna, i cambiamenti climatici stanno ponendo rimedio. E poi la proposta di delibera sul nuovo piano di lottizzazione di Aciplatani, che a sentire alcuni interventi, porterà sviluppo e rilancio nell’economia della frazione più grande delle Aci.

Il piano di lottizzazione è uno strumento urbanistico di iniziativa prevalentemente privata che ha per ambito una porzione del territorio comunale destinata all’edificazione; è necessario per legge ogni qualvolta, indipendentemente dalle prescrizioni del piano con finalità programmatiche, si intenda realizzare un intervento edilizio che comporti nuove opere di urbanizzazione o aggravi la situazione di quelle esistenti; costituisce specificazione delle scelte operate dallo strumento urbanistico programmatico.

Il piano di lottizzazione è accompagnato da una convenzione mediante la quale il lottizzante si impegna a realizzare le opere di urbanizzazione indotte dall’intervento e a cedere le relative aree, nonché a corrispondere pro quota gli oneri inerenti.

Una volta ottenuto il nulla osta alla lottizzazione da parte del Consiglio Comunale, l’edificazione successiva deve essere preventivamente assentita con concessione edilizia.

Il PL, se non diversamente indicato in convenzione, ha efficacia per 10 anni, entro i quali devono essere realizzate le opere di urbanizzazione ed effettuate le cessioni previste.

Il Comune di Acireale ha visto negli anni aumentare a dismisura l’edificazione per uso abitativo a fronte di una scarsissima percentuale di edifici ad uso pubblico e soprattutto sportivo. Una congiuntura favorevole di “corsie preferenziali” ed una visione miope dal punto di vista urbanistico, hanno incrementato il consumo di suolo, devastando le aree costiere e quelle sub-urbane portando il rapporto vani pro capite a 4,42 a fronte di una media nazionale di 1,9.

Ovviamente tutto avviene nel pieno rispetto delle norme vigenti, pertanto si tratta esclusivamente di scelte politiche e d’indirizzo strategico che una politica assente, ratifica all’unanimità, considerando l’edificazione per uso abitativo una risorsa della città.

Probabilmente lo sarà pure, poiché Acireale è ormai avviata a divenire la periferia residenziale e barocca di Catania, senza attrattive specifiche ad eccezione della disponibilità di immobili a basso prezzo.

Eppure la città ha un enorme centro storico fatiscente e degradato, con grandi quantità di vani vuoti e spesso pericolanti, di cui ci si ricorda in relazione ad i frequenti crolli che paralizzano la viabilità talvolta per anni.

Invece di spingere sul recupero dell’esistente, sull’efficientamento energetico e sull’adeguamento sismico, settori che darebbero sviluppo ad un’economia asfittica, si punta ancora sul consumo di suolo proprio in una frazione che dispone di un vasto centro storico da risanare.

E così mentre ad Aciplatani si acquisisce al patrimonio pubblico un’area di 70.000 metri quadrati del “presunto” abuso del Cable Park, restituendola alla sua vocazione di discarica urbana che l’iniziativa privata aveva temporaneamente interrotto, da qualche parte si inizierà a scavare e cementificare in un territorio che non dispone di un metro lineare di condotta fognaria.

Fabio D’Agata