Un Mare di Confusione

L’Assemblea Regionale Siciliana, approva il disegno di Legge dell’Assessore Toto’ Cordaro che proroga le concessioni demaniali marittime in scadenza al 2020 per altri 15 anni.

La norma approvata nei giorni scorsi recepisce la normativa nazionale che, in palese contrasto con le direttive europee, proroga le concessioni demaniali fino al 2033. Quello delle concessioni agli stabilimenti balneari è un settore controverso in cui la direttiva europea Bolkestein prevedeva la procedura di evidenza pubblica per tutti e non il rinnovo automatico come sempre fatto in Italia negli ultimi trent’anni.

La norma europea prevede infatti che come per gli appalti, i servizi, i trasporti e qualunque altro bene o servizio pubblico da assegnare a privati, venisse fatta una gara pubblica aperta a tutti gli operatori, compresi quelli comunitari.

A tale direttiva si contrapponeva la lobby del mondo balneare, che pretende in virtù di investimenti fatti in passato che le aree in concessione passassero di padre in figlio per l’eternità, impedendo la libera concorrenza e palesando un evidente contraddizione del principio di libero mercato.

Secondo la linea italiana i balneari, avendo investito sul suolo pubblico, hanno diritto ad una proroga automatica mentre per la linea europea se un imprenditore europeo volesse investire sulla Plaja di Catania dovrebbe poterlo fare liberamente.

Ora se la linea “italiana” può essere minimamente comprensibile laddove le imprese concessionarie hanno fatto realmente investimenti, dal Lago di Garda alla Versilia, si comprende meno al sud, in cui chilometri coste sono inutilizzate per 10 mesi l’anno ed occupate da baracche inutili e contrapposte a qualunque forma di sviluppo turistico, come emerso anche nella nostra città.

Numerose le prese di posizione in merito da parte della politica che si divide tra apprezzamenti a salvaguardia dei livelli occupazionali (PD, Musumeci e Fratelli D’Italia) e opposizione per la palese violazione delle norme europee M5s, in particolare il Movimento 5 Stelle dichiara : «È stato un grave errore recepire in aula, in modo così semplicistico, la legge nazionale sul rinnovo tacito delle concessioni demaniali. Nella disordinata situazione siciliana, in alcune zone dell’isola i privati la fanno da padrone nelle spiagge, in spregio ai più elementari diritti dei bagnanti. Non è raro che ai cittadini vengano negati non solo l’accesso, ma anche la semplice vista del mare per interi chilometri di costa. Questo rinnovo automatico rischia in alcuni casi di sanare situazioni al limite della legalità. Tutto questo in un territorio privo di regole unitarie, senza i principali strumenti di pianificazione come i Pudm (Piani di utilizzo del demanio marittimo) e nel quale le leggi in materia, di fatto, non sono mai state applicate».

Forse i Grilini di casa nostra non sanno che la norma appena approvata in Sicilia esiste solo per recepire una norma approvata a livello nazionale dal precedente governo M5S-Lega.

Evidentemente al precedente Governo le spiagge e gli stabilimenti balneari sono sempre piaciuti e la norma è stata inserita con un emendamento in finanziaria e non con una legge di settore, espediente che serve all’approvazione automatica dell’emendamento e chiamato anticamente nella prima Repubblica “assalto alla diligenza”, ma si fa presto ad imparare.

Per quanto riguarda Acireale, sappiamo che il Pudm (piano di utilizzo del demanio marittimo ) predisposto su richiesta dell’amministrazione Barbagallo dall’Arch. Nicolosi è stato consegnato al Comune.

Non sappiamo cosa contenga, perchè pur essendo l’equivalente di un piano regolatore, nessuno ha pensato di chiedere ai cittadini cosa volessero fare delle loro spiagge e con un’Amministrazione che politicamente sostiene la Democrazia diretta è abbastanza surreale.

Così come per il PGTU, il nostro Assessore (lo stesso), porterà in Consiglio Comunale una serie di slides per illustrare ai nostri rappresentanti quello che loro avrebbero dovuto già sapere ma che non hanno mai avuto il coraggio di chiedere.

Vedremo.

Con l’approvazione dei giorni scorsi, i vecchi concessionari hanno tempo fino ad Aprile 2020 per ripresentare tutta la documentazione e non un semplice rinnovo automatico, in base al decreto di prossima pubblicazione, pare, che verranno rivalutati i canoni e richiesto il Durc ed il certificato antimafia, quindi dopo le concessioni di pascolo in cui l’applicazione del protocollo di legalità ha scardinato un sistema di potere mafioso che operava tra cinquant’anni, anche nel comparto balneare verrà richiesto il certificato antimafia ed addirittura ,udite bene , il Durc.

Di questo passo è probabile, che verranno fatti controlli anche per verificare il pagamento dei canoni arretrati ed addirittura le tasse sul reddito, e per dirla con Cetto la Qualunque:”le tasse se le paghi una volta poi ti abitui!

Fabio D’Agata