Un passo indietro. Sarà ridotta del 10% la remunerazione per sindaco e assessori

ACIREALE – L’intervento in aula consiliare del consigliere comunale Luciano Scalia ha mosso le acque per quel che riguarda l’aumento che sindaco e giunta avevano ottenuto in riferimento alla fluttuazione della popolazione.

Una fluttuazione che si è, presumibilemente, confusa con l’aumento del consumo idrico stagionale. Due dati che il consigliere comunale Scalia ha fatto emergere con l’intervento in aula in cui, tra l’altro, affermava: “… il direttore Messina, che scrive chiaramente nel documento presentato lunedì scorso che l’aumento della popolazione è di 8 mila unità e scrive chiaramente che il consumo idrico della stagione estiva aumenta del 30%, non la popolazione che dimora ad Acireale.Il dirigente prende atto e prepara la delibera che aumenta del 5% le vostre indennità. Ora esce fuori che l’aumento della popolazione è di 8mila unità, quindi del 15% della popolazione fluttuante e io mi chiedo se l’aumento era del 30% come ci potevano stare nelle frazioni a mare?”
In aula consiliare immediata risposta del sindaco Alì che ha riferito “Ho preparato una nota condivisa col segretario da mandare al dott. Licciardello per chiedere un approfondimento. La legge prevede che debba verificarsi uno spostamento della popolazione del 30%, rilevato attraverso strumenti oggettivi”.

La storia di questo aumento, considerato errato dal consigliere Luciano Scalia, si era già manifestata con l’insofferenza di tutta l’opposizione consiliare stigmatizzata dalla parole del consigliere comunale Francesco D’Ambra che già il 10 ottobre 2018 aveva così tuonato: “Questo atto è in controtendenza con la formazione politica del M5S”.

L’aumento, comunque, adesso non dovrebbe essere più previsto e verrà revocato con una delibera di giunta che riduce del 10% gli emolumenti per sindaco e assessori. Il 10% composto dal 5% – 3% – 2% dati, gli ultimi due, che non erano stati contestati dalla minoranza consiliare ma che la giunta avrebbe deciso ugualmente di decurtarsi, possiamo immaginare per dare un impronta politica al provvedimento e non dover riconoscere il merito a chi ha sollevato la questione e mosso non solo critiche ma anche l’intenzione di inviare gli atti alla Corte dei Conti.

Allargamento della squadra del governo locale. Alì porterà a sette gli assessori che comporrano la giunta amministrativa. La legge da la possibilità di spalmare i costi dei cinque per i sette che comporranno la giunta ed è questo l’indirizzo che prendera il primo cittadino. Un segnale importante di contenimento dei costi della politica che potrebbe produrre malumori tra gli assessori. Una decurtazione significativa se consideriamo che il costo dei cinque sarà distribuito e diviso per sette. Di fatto un taglio alla spesa pubblica che ha un suo significato politico ma quello che sarà determinante è comprendere come si muoverà la nuova giunta amministrativa e chi saranno i due volti nuovi che avranno il compito e l’onere di dare slancio ad un’azione amministrativa che in un anno di governo non ha ancora convinto tantissimi cittadini acesi.

(mAd)