Un uomo che ha vissuto amando il prossimo

Don Roberto Malgesini, ieri, come ogni mattina usciva da casa e iniziava a fare il suo solito giro per distribuire la colazione ai senza tetto.
Ma ad attenderlo stavolta ha trovato il suo assassino, un uomo di cui più volte si era preso cura e aveva assistito amorevolmente, poiché soffriva di gravi problemi psichici.

Perchè mentre tanti altri parlano e a volte straparlano di fede, don Roberto invece era la parola di Dio fatta carne e ha abitato tra noi per un periodo in cui ha dato tutto se stesso per aiutare e rendere migliore questo mondo agli ultimi, a tutti coloro che soffrivano la sete, la fame, la malattia e la solitudine.

Don Roberto, un uomo che ha dedicato la sua vita ai suoi fratelli più fragili e indifesi e per loro è morto portando fino alla fine il suo sacrificio cristiano perchè era quello che aveva scelto e voluto per la sua vita.

Era amato e benvoluto da tutti, non aveva voluto mai fondare nulla perchè l’unica cosa che voleva e sapeva fare era aiutare gli ultimi.

È morto così, vicino alla sua parrocchia di San Rocco, dove accoglieva chi aveva bisogno, la mattina portava loro la colazione e fornendo i beni di prima necessità, li portava dal medico ogni volta che stavano male, si occupava delle loro vite e donava loro ristoro gestendo la mensa e il dormitorio comunali dove accoglieva soprattutto migranti, perchè don Roberto era un uomo come loro, era un uomo che aveva veramente incarnato la parola di Cristo e ne aveva fatto la sua vita.

Oggi lo piangono tutti, soprattutto coloro a cui aveva regalato una speranza, coloro a cui aveva regalato una nuova vita con il suo saper amare senza condizioni e anche noi, che lo abbiamo conosciuto solo dopo la sua morte sia come uomo che come simbolo di rinascita in una società dove l’odio, oggi, è diventato la “storia” di una società che precipita, ci sentiamo tutti più orfani e più soli.

Addio uomo d’amore e di speranza

Graziella Tomarchio