Un’Acireale cinica e spietata arriva, trionfa e va. No, non è un sogno: è 1-3 per davvero.

Ottocento al seguito, altri migliaia non di presenza ma col cuore lì, a Palermo, zona ‘Barbera’. Un sogno, quasi un viaggio della speranza, tra autobus, macchinate con amici e parenti. “Ma dove vai che magari tornate piangendo…” sussurra qualcuno, “si, di gioia però…” urlerà adesso chi si trova sul viale del ritorno. Metti che una domenica di dicembre, nel giorno dell’Immacolata, undici leoni in maglia granata vanno in campo con occhi spiritati e con la fame tipica di chi da domani vorrà raccontare di quella volta che l’Acireale sbancò il Barbera di Palermo. Metti tutto questo in pentola, accendi i fornelli, attendi 90′ e via: alla fine trionfo fu. E che trionfo, col botto, di quelli che difficilmente scorderai. Tre sberle a luce spenta rifilate con cinismo, cattiveria e voglia. Il tutto grazie ad un uomo al comando, quel Peppe Pagana venuto ad Acireale per regalare un anno che – comunque finirà – difficilmente verrà dimenticato. L’aveva detto alla vigilia e così è stato: «Prometto che daremo tutto…».

Non rinuncia a nulla il tecnico Pagana, voglioso di giocarsi le sue carte con i migliori undici a disposizione, ma soprattutto senza rinnagare il suo calcio in favore di una tattica più conservativa. Classico 3-4-1-2: Pitarresi tra i pali, linea a tre composta da Silvestri, Sicignano e Orlando, cerniera di metà campo con Cannino, Ba, Savanarola e l’esordiente Mauceri – appena arrivato in settimana – in attacco Arena alle spalle di Rizzo e De Felice, tornato dalla squalifica. La gara si apre con le proteste acesi per un contatto in area tra Accardi e Arena quasi sulla linea di fondo, ma per il sig. Crezzini di Siena non c’è nulla e si prosegue. Gara equilibrata e fase di studio abbastanza fitta tra le due squadre, con l’Acireale che non mostra paura e con personalità cerca di affondare quando può. A metà frazione a spezzare l’equilibrio ci pensa il capitano rosanero Santana, uscito in barella per infortunio e sostituito da Gianni Ricciardo. E’ lui a dare una scossa al match con un ottimo stacco aereo da centro area facile preda di un attento Pitarresi. Proprio il portierino granata sarà autore di una gara monumentale. Ma se il Palermo non punge, l’Acireale trafigge: minuto 33′, buona azione di Cannino sulla destra che alza la testa, dà un’occhiata al centro, pallone per De Felice che col destro mette la sfera sotto la traversa per il vantaggio acese! Per il Palermo è doccia fredda e allora prova a regire con Martinelli che lancia in profondità Ricciardo, ma è strepitoso Pitarresi in uscita ad anticipare il centravanti rosanero con un intervento di testa. Il match va avanti ed i padroni di casa trovano la prima vera occasionissima sul finale di tempo con Felici che da buona posizione mette fuori. Il Palermo sfiora il pari, l’Acireale sfiora addirittura il raddoppio: è ancora uno scatenato Cannino a trovare Arena in area con un filtrante, il 9 granata si gira da buona posizione ma il suo mancino è deviato da Pelagotti. Finisce così la prima frazione.

Nella ripresa i padroni di casa si tuffano in avanti assediando la metà campo granata sfruttando il fattore campo e al 48′ vanno ad un passo dall’1-1: corner corto di Marten dalla destra, pallone per Felici che mette al centro, sul secondo palo sbuca Ricciardo che da due passi trova lo spettacolare intervento di Pitarresi che salva tutto. L’assistente in ogni caso aveva segnalato fuorigioco. L’Acireale è più cattivo e non spreca nulla, così al minuto 51′ trova il raddoppio: Cannino riceve palla sulla destra, cross teso che non trova nessuno al centro, sul secondo palo arriva Savanarola che di testa mette alle spalle di Pelagotti. Granata strepitosi in ripartenza, 0-2 al Barbera. Pergolizzi si gioca allora il tutto per tutto e manda in campo Ficarrotta e Kraja, proprio quest’ultimo – dopo nemmeno 30” dal suo ingresso in campo – trova la rete che accorcia le distanze con un destro a fil di palo. Uno a due e gara riaperta. Rosanero adesso totalmente in avanti alla ricerca del disperato pareggio, ma granata che non si scompongono e in contropiede provano a far male. A metà tempo, proprio in ripartenza, Rizzo guadagna un ottimo calcio di punizione dalla lunetta, ma la sua esecuzione termina di poco alta. Al 75′ Pagana si gioca allora la carta Adam Ouattara al posto di uno stanchissimo De Felice. I padroni di casa provano in tutti i modi di scardinare la difesa ospite sbattendo sistematicamente contro un muro ad ogni affondo. All’82’ il Palermo rimane anche in 10 per l’espulsione di Lancini. E’ l’inizio del tracollo, perchè con tutta la squadra riversata in avanti alla ricerca della rete del possibile 2-2, un lancio favorisce la fuga palla al piede di Ouattara che si invola verso la porta inseguito da due avversari, palla per Rizzo che aveva seguito l’azione, finta a sederne due e pallone in rete. Trionfo Acireale al Barbera, notte fonda per il Palermo. Al triplice fischio è 1-3 e festa sia…

Giorgio Cavallaro