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URBAN SKYFARM: LA FATTORIA VERTICALE DEL FUTURO

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URBAN SKYFARM: LA FATTORIA VERTICALE DEL FUTURO

Le Vertical Farm rappresentano una vera rivoluzione nell’agricoltura: si tratta di componenti innovative per la coltivazione urbana, applicate su edifici esistenti o di nuova costruzione pensati per la produzione in verticale di cibo, grattacieli che fungono da serre o superfici inclinate che dovrebbero entrare a far parte dello skyline della città con molti benefici sia ambientali che economici.
Si può trarre quindi beneficio dagli orti verticali?
La percentuale di terreno fertile sulla terra va diminuendo, molti terreni producono meno e si stima una crescita vertiginosa della popolazione mondiale tale che nei prossimi decenni l’80% delle persone vivrà in città. Ovviamente queste statistiche fanno emergere alcune necessità e problematiche che si presenteranno, come l’aumento della deforestazione, il rischio di utilizzo di fertilizzanti chimici e sostanze nocive che vengono tutt’ oggi utilizzate per una maggior produzione di frutta e verdura.
Nelle vertical farm è possibile coltivare seguendo delle tecniche innovative, ciò permette di trarne un guadagno a livello ambientale, in quanto si tratta di tecniche che si basano su principi elementari della natura e riducono anche l’emissione di CO2 nell’atmosfera. Questo perché la produzione a Km0 riduce drasticamente quella catena di passaggi che prevede l’utilizzo di mezzi di trasporto, peraltro inquinanti. Produrre, comprare e consumare nello stesso raggio di azione è un vantaggio su tutti i fronti, anche dal punto di vista economico, come si può quindi facilmente comprendere.
Ma, quali sono le tecniche e le tipologie di sistemi utilizzati negli orti verticali?
In merito a ciò, è possibile distinguere tre tecniche di coltivazione:
aeroponica
idroponica
acquaponica
Il sistema di coltivazione aeroponico prevede la coltivazione di piante senza l’utilizzo di terra; grazie ad un sistema di sostegno è possibile far crescere le piantagioni alimentandole direttamente sulle radici con acqua nebulizzata e sostanze nutritive minerali. I LED, a basso consumo energetico, provvedono a fornire la luce che, di caso in caso, è necessaria alle coltivazioni per la fotosintesi.
I vantaggi sono legati ad un minor spreco di acqua, in quanto nelle coltivazioni tradizionali la maggior parte va persa, in questo caso invece viene direttamente assorbita dalle radici della pianta. Inoltre la crescita stimata è pari al 30% maggiore e con tempi dimezzati rispetto alle coltivazioni a terra. Ma ancora più importante è che non vengono usate sostanze chimiche, dannose sia per l’ecosistema che per i lavoratori.
Il sistema di coltivazione idroponico è basato sull’assenza di terra, sostituita da inerti come possono essere la vermiculite, la perlite, l’argilla, ma anche la fibra di cocco o la lana di roccia. La vegetazione viene nutrita con vapore acqueo e sostanze minerali.
IMG_0264I vantaggi sono legati ad un risparmio dell’acqua stimato intorno al 70% rispetto ai metodi tradizionali, il che lo rende un sistema vantaggioso nei paesi con scarsa disponibilità di acqua. Anche in questo caso la crescita è due volte più veloce delle coltivazioni classiche, con notevoli benefici derivanti dalla non contaminazione del suolo e dell’aria con sostanze nocive, in quanto i fertilizzanti non vengono dispersi nel suolo.
Il sistema di coltivazione acquaponico prevede invece la combinazione di allevamento ittico e agricoltura, quindi acquacoltura (allevamento di pesci e crostacei) e coltivazione idroponica (coltivazione di vegetali senza utilizzo di terra). In poche parole le acque di scarico dell’allevamento ittico, ricche di sostanze di scarto dei pesci e resti di cibo, vengono utilizzate per la coltivazione in quanto risultano essere ottimi fertilizzanti naturali. Le piante si nutrono di queste acque e nel contempo le purificano restituendo acqua pulita che può essere riutilizzata per l’allevamento, diminuendo così il numero di ricambi necessari per i pesci. In pratica un ciclo continuo dal quale si può trarre vantaggio sia per la coltivazione che per l’allevamento.
I vantaggi, anche in questo caso, sono legati al notevole risparmio di acqua rispetto a quella che si adopera nelle coltivazioni tradizionali, inoltre le acque essendo ricche di fertilizzanti naturali permetto una crescita del 30-50% più veloce rispetto alle colture a terra ed un vantaggio economico legato alla disposizione di fertilizzante autoprodotto e non nocivo per l’ambiente e la salute.
Il futuro dell’agricoltura e della nutrizione sta diventando un tema centrale a livello internazionale. Questi sistemi sostenibili possono consentire di ridurre l’avvelenamento del suolo e dell’ecosistema che l’uomo ha portato avanti nel tempo, con notevoli benefici in ogni settore, a volte fare un passo verso il futuro vuol dire fare un passo indietro, tornando all’utilizzo di fertilizzanti naturali, perché basta osservare la natura per capirne i giusti funzionamenti.

(CristinaPatanè)

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