ZTL: modalità e tempistiche. Una città inclusiva?

Vorremmo fare qualche considerazione sulla riorganizzazione della mobilità nella nostra Città, cercando di ragionarci con grande serenità per non incorrere nel pericolo indicato dall’Assessore Grasso nel corso della seduta del Consiglio Comunale del 22 gennaio u.s., allorquando, facendo riferimento alle difficoltà di affrontare argomenti complessi, così si espresse: “…noi sappiamo che la Zona a Traffico Limitato … è oggetto di discussioni, di critiche feroci, a volte oltre il limite delle buone regole. E quindi il Sindaco e l’assessore alla mobilità, in genere, quando varano o quando non varano la ZTL, sono i soggetti che sono oggetto delle più facili e violente esternazioni, da parte di chi, dall’esterno, critica.”

Noi vorremmo cominciare a parlarne assumendo l’ottica dell’inclusione sociale, convinti come siamo che una Città inclusiva (quella che ricordiamo è scritta nel programma dell’amministrazione e orgogliosamente rivendicata come obiettivo da raggiungere in campagna elettorale) passa anche dalle scelte di mobilità.

Diciamo subito che non siamo esperti in materia: se qualcuno si aspetta da questi scritti (saranno più di uno) dei contribuiti dettagliatamente tecnici, rimarrà ampiamente deluso. Gli conviene fermarsi qui nella lettura.

A noi preme far presente esigenze che spesso sfuggono alla parte tecnica, non per cattiveria o per cattiva volontà, ma perché non si è abituati a pensarvi. Chiedere dettagli ulteriori su punti sensibili, dire la nostra sulla qualità della vita in città. Siamo certi che non mancheranno nemmeno significativi contributi dei liberi navigatori .

Devo anche confessare che nello scrivere queste righe, sono stato mosso da motivi personali, in quanto avendo ascoltato a suo tempo la seduta del 22 gennaio del consiglio comunale, ero stato incuriosito dalle opportunità offerte dalla zona 30 che, cito sempre l’assessore Grasso “è la porta di accesso alla ZTL. Allora la Zona 30 è una zona che non si chiama 30 perché limita la velocità …. Si chiama zona 30 perché prevede ed ha l’obiettivo di ottenere altri risultati, in particolare quello di integrare i tre modi di muoversi: pedoni, auto e biciclette.”

Così mi sono chiesto se era un tratto di mobilità più favorevole agli apprendimenti (su come attraversare la strada, ad esempio) per le persone che hanno maggiori difficoltà. E qual’è la libertà di movimento delle persone in carrozzina, nell’area.

Di questo, vorrei investire il nostro Garante per i diritti delle persone con disabilità, dott. Riccardo Castro, affinché verifichi con gli strumenti che ha a disposizione, con i suoi uffici, all’interno della Zona 30 – e particolarmente nel tratto di Corso Savoia – qual è la mobilità oggi garantita ai cittadini che si muovono in carrozzina, e quella permessa alle altre disabilità che il Garante, sono certo, vorrà tenere presenti.

Mi sia consentita anche qualche altra premessa e rivendicare che Fancity, si è sempre occupata negli anni, con il susseguirsi delle diverse Amministazioni, di barriere architettoniche. E’ appena il caso di ricordare il video di via Galatea, importante arteria cittadina su cui, se non ricordo male, sono stati annunciati interventi di abbattimento delle barriere, a valere sui fondi intercettati sulla c.d. norma Fraccaro. A proposito ci piacerebbe avere anche qualche informazione in più in merito.

Sulla base di queste considerazioni, con la nostra sempre maggiore attenzione alla vivibilità ambientale e sociale della nostra città, e sulla base della visione che è stata in diverse occasioni illustrata dall’assessore al ramo, vorremmo fare alcune nostre considerazioni in merito, partendo da quello che ci sembra il punto nodale di tutta la programmazione, e cioè la scelta dell’Amministrazione di riaprire Piazza Duomo alle auto.

Che il nostro Sindaco, sempre il 22 gennaio in Consiglio, ha spiegato così: “Non è nella mia natura fare scelte impositive: ho fatto questa scelta perché l’avevo promesso in campagna elettorale. In tutti i dibattiti mi ero esposto in un certo modo e quindi ho ritenuto corretto visto che ho una parola rispettare quello che io avevo detto in campagna elettorale”.

Affronteremo l’argomento con diversi scritti e contributi di terzi, ma anche con un’intervista all’Assessore Fraschilla, con cui sono già incorsi precedenti contatti a tal fine, e si spera di poter chiudere il tutto con l’assessore Grasso, cui chiederemo di volerci concedere un’ulteriore intervista.

Per iniziare abbiamo chiesto al Consigliere Francesco Coco, capogruppo in Consiglio del M5S, di dirci come siamo messi con la tempistica delle azioni, perché ci sembra che siamo leggermente in ritardo, che così ha risposto. “C’è un ritardo dovuto alle note problematiche della commissione regionale per la valutazione ambientale strategica e valutazione impatto ambientale, tenuta ad esprimersi sull’assoggettabilità del piano alla procedura VAS. Credo tuttavia che dovremmo essere quanto prima nelle condizioni di poter discutere dello stesso in Consiglio, dove porteremo anche le istanze che provengono dal territorio, con particolare attenzione per quelle che attengono all’integrazione sociale.”

I – continua