Acireale, è questione di bellezza

Acireale, è questione di bellezza

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Oggi (17/07/2017) a Palazzo di Città l’amministrazione comunale firmerà per l’acquisizione del vecchio tracciato della ferrovia. Un importo di circa 270 mila euro che andranno a RFI sarà, quindi, il primo passo per la realizzazione di una pista ciclopedonale che si snoderà lungo una parte del costone della timpa. Una passeggiata in bici o a piedi che, per la sua specificità, sarà certamente fenomenale dal punto di vista naturistico e paesaggistico. E’ un fatto positivo che se sommato alla possibilità di acquisizione dell’area Gazzena e alla demolizione dell’ecomostro segnerebbe un momento di svolta e indicherebbe una direzione precisa dove rivolgere l’azione di rilancio della città. La bellezza.

Da Capomulini a Pozzillo ogni frazione a mare è un gioiello, un luogo incantevole che non riusciamo ad apprezzare se consideriamo quanto ancora c’è da fare. A partire da un piano serio, convincente e deciso per regolare il flusso delle automobili e se consideriamo che nelle nostre coste spesso il mare si presenta sporco. Ma le bellezze resistono ancora malgrado la nostra città non si sia ancora dotata di un depuratore, malgrado nelle vie della città insistono cafoni che continuano ad insozzare distribuendo sacchetti della spazzatura  senza rispetto per l’ambiente, i luoghi e la comunità.

E’ la bellezza, dunque, che potrà indicare la strada da perseguire con tenacia ed è con la bellezza dei luoghi che potrà essere possibile sviluppare una sana economia ambientalista.  Un volano economico che andrebbe ancora sommato alla ripresa delle attività termali, alla riscoperta di quella città che aveva come biglietto da visita il barocco, l’etna, il mare, le terme, le chiazzette e la timpa tutta.

Tutta l’azione amministrativa dovrebbe essere quindi rivolta alla valorizzazione della bellezza: dalla pulizia, al decoro, all’illuminazione pubblica (vecchia e cadente), agli spazi sociali, parcheggi custoditi e sicuri, centro storico chiuso al traffico, iniziative culturali. All’interno di questa visione ogni aspetto prende forme: la tradizione, il folklore, la cultura, l’ambiente, il carnevale; senza progettualità e senza azioni di sistema ogni iniziativa appare come un’isola brulla ed abbandonata, ogni azione di risveglio si scontra con la realtà di una pessima vivibilità urbana, ogni operazione di risveglio sconnessa con il resto del territorio.

E’ la bellezza che ci potrebbe salvare e dare nuovi impulsi di sviluppo, tutto il resto è già finito e seppellito da un pezzo.

(mAd)