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STORIE DI CANZONI – Oasis – “Wonderwall”

Nata a Manchester agli inizi degli anni ‘90 per mano dei fratelli Gallagher, gli Oasis sono stati una band di grandissimo successo. Considerati da molti come gli eredi dei Beatles, i Gallagher non hanno mai fatto nulla per nascondere il desiderio di emulare i Fab Four al punto che alcune delle loro canzoni fanno esplicito riferimento ai testi della band di Lennon e McCartney.
“Wonderwall”, probabilmente la loro canzone più famosa, è inclusa nel loro secondo album “(What’s the Story) Morning Glory?” pubblicato nel 1995 e classificato al terzo posto tra i più venduti di sempre, alle spalle di “Greatest Hits” dei Queen e “Sgt. Pepper’s” dei Beatles. “Wonderwall” è anche stato disco di platino in Inghilterra grazie ad oltre un milione di copie vendute.
Purtroppo la fama dei fratelli Gallagher non si limitò solo all’aspetto musicale ma comprese anche quello dei loro rapporti interpersonali fatti di continui litigi, l’ultimo dei quali nel 2009 portò la band allo scioglimento.
Il fatto che i due fratelli coltelli della Manchester operaia si siano trovati ad essere tutto di un colpo famosissimi ha sicuramente influito negativamente sui loro caratteri già di per sé particolarmente spigolosi.
I motivi delle continue litigate erano legati principalmente a motivi economici: Noel è stato l’autore della maggior parte delle canzoni della band, e quindi coi diritti d’autore guadagnava molto di più del fratello, anche cinque o sei volte di più.
Scritta da Noel Gallagher e cantata dal fratello Liam, “Wonderwall” è stato il brano che ha permesso agli Oasis di raggiungere la vetta delle classifiche di tutto il mondo. Il titolo originario della canzone era “Wishing Stone”, ma poi i due decisero di sostituirlo prendendo ispirazione dal primo lavoro da solista di George Harrison, chitarrista dei Beatles, intitolato “Wonderwall Music”.
Il termine significa letteralmente “muro delle meraviglie” ma come gli stessi Gallagher hanno dichiarato, sarebbe una parola priva di senso. Dice Liam: “Un wonderwall, può essere qualunque cosa. È semplicemente una parola bellissima! È come cercare quel fottuto biglietto dell’autobus che non trovi, tu stai cercando di trovarlo, quel bastardo, e finalmente lo trovi, lo tiri fuori ed è una sensazione da Wonderwall.” E se in inglese “wonderwall” può accostarsi a un modo di dire per indicare qualcuno su cui poter fare sempre affidamento, si potrebbe pensare che il brano parli di un sentimento nei confronti di una persona molto cara; ma Noel ha dichiarato: “Non so da dove provengano gli accordi e ricordo la cosa di Harrison. Ricordo che ‘you’re my wishing stone’ non suonava bene. Dove abitavo avevo un poster di Wonderwall. E così pensai: ‘You’re my wonderwall’. Porca troia! Suona fantastico. Nessuno saprà cosa significhi.”
La registrazione avvenne nei Rockfield Studios in Galles, gli stessi dove i Queen avevano registrato “Bohemian Rhapsody” e il brano fece il suo debutto ufficiale il giorno di pubblicazione dell’album il 2 ottobre 1995 a Bournemouth, suonata per l’occasione in versione acustica da Noel.
“Wonderwall” è sicuramente la canzone che più identifica gli Oasis nella loro seconda parte della carriera. La voce è messa in risalto rispetto a una base strumentale costituita dalla chitarra acustica impreziosita da qualche giro di pianoforte e dagli archi.
La realizzazione della copertina del disco passò attraverso l’ennesima incomprensione dei litigiosi fratelli Gallagher; l’idea originaria, prendendo spunto dai dipinti di Renè Magritte, prevedeva Liam raffigurato attraverso una cornice, ma durante la sessione fotografica tra il fotografo Brian Cannon e Liam, Noel, il cui manager si era dimenticato di comunicargli l’appuntamento per la sessione, si trovò casualmente a passare da lì. Infuriato, scese dal taxi e fermò la sessione ordinando che nella foto ci dovesse essere una ragazza. Questa cosa creò un trambusto dal momento che il fotografo aveva le ore contate per consegnare il lavoro. A quel punto, visto che il luogo della sessione fotografica si trovava a poche centinaia di metri dalla casa discografica degli Oasis, chiamarono una ragazza che lavorava lì. Fu così che Anita Heryet divenne la protagonista della cover.
Nonostante i 27 anni di età, il brano può considerarsi una pietra miliare della musica in generale e del pop britannico. Non è un caso che durante la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Londra nel 2012, tra le canzoni che furono eseguite per raccontare la storia della musica britannica venne inserita anche “Wonderwall”.

Luigi Pennisi

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