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Santuario Madonna di Fatima di Santa Tecla – Il Comune Blocca i Lavori

Non sappiamo se si tratti di un destino avverso, di semplice coincidenze o di gravi responsabilità, di certo i lavori pubblici o di pubblica utilità, ad Acireale hanno un epilogo comune, oscillando tra sospensioni pretestuose, mancati collaudi, rescissioni in danno e sequestri .

Il Santuario di Santa Tecla, dedicato alla Madonna di Fatima è stato recentemente oggetto di alcuni discutibili lavori di sistemazione della pavimentazione in pietra lavica, si tratta d’interventi richiesti dalla Parrocchia di Santa Tecla e finalizzati a migliorare l’accessibilità del sito alle spose ed alle persone con difficoltà motorie, sostanzialmente si trattava della sostituzione delle basole originali con una pavimentazione meno accidentata.

Sembrerebbe però che tali lavori, molto criticati sui social ed oggetto anche di un esposto, fossero privi di autorizzazione degli enti preposti alla tutela, tra cui la Soprintendenza per i beni culturali competente in materia di vincolo paesaggistico .

Il santuario è un luogo molto caro agli acesi, che lo hanno scelto per i loro matrimoni e per le celebrazioni religiose che nel periodo estivo si svolgono nel sito dal lontano 1968, anno in cui l’architetto Vito Messina realizzò l’opera voluta dal padre fondatore Giovanni Bonaccorso.

Vito Messina ha operato sul territorio di Acireale, professionista che vanta per la sua città tante opere che ancora oggi rappresentano fonte di orgoglio. Ha operato in Sicilia a cavallo degli anni sessanta settanta fino ai giorni d’oggi. Vanta varie collaborazioni su opere sacre in Sicilia con nomi illustri come Giò Pomodoro con la realizzazione della chiesa madre di Montevago ad Agrigento e Paolo Portoghesi con la realizzazione della nuova piazza del duomo di Acireale. Si deve a Vito Messina l’opera di recupero delle chiazzette realizzate negli anni ottanta la fontana di Aci Galatea della villa belvedere di Acireale e delle numerose sedi delle banche che ancora oggi fanno da cornice alla piazza della nostra città di Acireale.

Oggi a 88 anni dopo innumerevoli riconoscimenti ricevuti dall’ordine degli architetti della provincia di Catania, probabilmente meritava di essere interpellato sul da farsi. Chi è che decide oggi ad Acireale sulle sorti di un opera d’arte di architettura organica riconosciuta a livello internazionale?

E’ cosi difficile per i lavori di pubblica utilità seguire un percorso previsto dalle norme, presentando un progetto ed attendendo 30 giorni per il rilascio di un parere?

Fabio D’Agata

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