asd
martedì, Luglio 23, 2024
Google search engine
HomeCulturaArteJaci & Jazz, abbiamo ascoltato il dott. Giovanni La Rosa dell'associazione Sajamastra

Jaci & Jazz, abbiamo ascoltato il dott. Giovanni La Rosa dell’associazione Sajamastra

Stasera e domani sera in piazza Duomo si celebreranno le ultime due serate di Jaci & Jazz, evento ormai giunto alla settima edizione e a cui molti acesi -e non solo- sono affezionati, memori della tradizione jazzista che aveva già trovato nella città del mito di Aci e Galatea una sua fisionomia, diversi decenni fa, presso il parco delle Terme. Dietro l’organizzazione di questa manifestazione troviamo l’associazione culturale Sajamastra, che ne fu anche l’ideatrice e per l’occasione abbiamo scambiato quattro chiacchiere con il presidente della stessa, il dott. Giovanni La Rosa.

V.M: Allora dott. La Rosa, riassumiamo un po’ questa edizione 2023.

G.L.R: Come avete avuto modo di vedere in queste serate, anche questa edizione è stata composta da tre sessioni. La prima sessione, quella che ha impegnato lo scorso fine settimana, ha coinvolto gli allievi di quattro conservatori, in gara tra loro e nel caso specifico, i conservatori di Catania, Messina, Palermo e Bologna. Sabato scorso, 9 settembre,  si sono sfidati i conservatori di Messina (A. Corelli) e Palermo (A. Scarlatti), mentre domenica 10 i conservatori di Catania (V. Bellini) e Bologna (G.B. Martini). In settimana, invece, si è proseguiti con la sessione “Off”, quella itinerante che vede il coinvolgimento dei musicisti in 12 locali del centro storico cittadino, per concludersi con il festival vero e proprio che avrà luogo nei giorni 16 e 17 settembre (stasera e domani sera) con la partecipazione di 60 musicisti provenienti da tutta Italia per un totale di circa 20 ore di musica. Anche quest’anno ha collaborato con noi la Fondazione Bellini, ma in più si è aggiunta la Fondazione del Carnevale. 

V.M: Quale conservatorio è stato premiato e con quale motivazione?

G.L.R: La giuria ha assegnato il premio Jaci &Jazz Award 2023 per la migliore formazione al “Martini Jazz Quartet” del Conservatorio G.B. Martini di Bologna con la seguente motivazione: “il quartetto ha mostrato entusiasmo, divertimento e affiatamento nell’interplay con la presenza della chitarra a ribadire una tendenza comune a tutti i gruppi partecipanti e una prima voce solistica (il sax tenore) solida e pertinente. Felice e coerente la scelta del repertorio, da Thelonious Monk a Bill Frisell.” La giuria ha desiderato segnalare anche le qualità espresse dagli altri gruppi che hanno partecipato all’iniziativa: “Il quartetto “Lavica Jazz Project” del conservatorio Corelli di Messina ha mostrato una propensione per il jazz modale con un repertorio che include brani di Sam Rivers, Freddie Hubbard e composizioni originali, evidenziando una buona cura del suono di gruppo con una mescolanza di sonorità elettriche e acustiche. Il “NIGIRI Quintet” del conservatorio Scarlatti di Palermo si è distinto per la cura del repertorio, in equilibrio tra arrangiamenti e rivisitazioni del repertorio storico del jazz e composizioni originali, e per un sound in grado di dialogare sia con la tradizione che con le tendenze più attuali. Ottima l’interazione fra sezione ritmica e solisti”. Il “Bellini Jazz quintet” del conservatorio di Catania ha meritato una menzione speciale per “aver indirizzato la propria ricerca nella direzione del dialogo tra voce e strumenti, con un gusto per le sonorità sommesse e intimistiche e un’interessante indagine sulla forma-canzone da Richard Rogers a Billie Eilish”. Il premio per la migliore composizione originale è stato, invece, assegnato al brano 3,14 del sassofonista Vincenzo Capuano (conservatorio di Palermo) con la seguente motivazione: “la giuria ha apprezzato l’aspetto ludico e creativo della composizione nel trarre ispirazione dai numeri. Il brano rientra pienamente nei canoni della composizione jazz, fornendo forme e strutture adatte all’improvvisazione.”

V.M: La direzione artistica è stata ancora affidata al musicista di origini acesi Antonio Marangolo? (che, per inciso, è stato sassofonista e collaboratore di Francesco Guccini, ma ha lavorato anche con Claudio Lolli, Sergio Endrigo e Vinicio Capossela)

G.L.R: In realtà è importante sottolineare come il coordinatore delle attività che hanno riguardato i conservatori è stato il maestro Paolo Sorge, mentre relativamente al festival vero e proprio il direttore artistico è Antonio Marangolo, il quale a sua volta si esibirà con un suo nuovo progetto proprio stasera in piazza Duomo con una sua formazione chiamata Amarangolo Quartetto.

V.M: Avendo preso parte alle passate edizioni, ho potuto constatare quanta bravura ci sia tra i giovani allievi dei vari conservatori in gara; il che fa ben sperare sul futuro della musica jazz italiana. Ora, visto che hai accennato al musicista che coordinerà le competizioni tra i conservatori, puoi descriverci brevemente, per chi non lo conoscesse, chi è il maestro Paolo Sorge?

G.L.R: Il maestro Paolo Sorge è un chitarrista e compositore del jazz contemporaneo nazionale ed internazionale dall’impronta mediterranea. Ha insegnato ai conservatori di Palermo prima, di Messina e attualmente è insegnante di chitarra jazz al conservatorio di Catania. Nel 2021 ha presentato proprio qui ad Acireale il suo ultimo lavoro e vanta collaborazioni con i principali jazzisti nazionali ed internazionali.

V.M: Bene, infine ti chiedo di parlarmi brevemente delle due serate alle quali assisteremo stasera e domani.

G.L.R: Il 16 e il 17 settembre saranno le serate di jazz propriamente dette e si svolgeranno in Piazza Duomo con inizio alle 20 e 30. In tanto il 16, cioè stasera, ci saranno due concerti. Nella prima parte della serata si esibirà la band del conservatorio vincitrice, ovvero il conservatorio di Bologna, e subito dopo ci sarà il concerto degli Amarangolo Quartetto che presenteranno l’ultimo progetto di Antonio Marangolo. Domenica 17 settembre invece, ci sarà l’esibizione del gruppo di Carlo Cattaneo feat. Tony Cattaneo, ovvero una big band composta da 15 elementi, con la partecipazione straordinaria dello stesso Paolo Sorge. Non è stato facile avere i big del jazz e se noi ci siamo riusciti, lo dobbiamo alla disponibilità di Carlo Cattaneo.

V.M: Ringraziamo il dott.La Rosa per il tempo concessoci e ci auguriamo di vedervi numerosi -come numerosi siete stati durante le due serate al palazzo del Turismo dedicate alle sfide tra i conservatori- anche stasera e domani sera in Piazza Duomo.

(Valeria Musmeci)

RELATED ARTICLES
- Advertisment -
Google search engine

Most Popular

Recent Comments