Carnevale di Acireale, Belcuore, la classifica e le risorse comunali.

Carnevale di Acireale, Belcuore, la classifica e le risorse comunali.

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A tre anni dalla gestione Coniglio/Belcuore del carnevale di Acireale è arrivato il punto di tensione consumato prima con le dimissioni del presidente del comitato tecnico scientifico della Fondazione del Carnevale Carmelo Messina e, successivamente, dalla discussione in aula promossa essenzialmente dai consiglieri comunali Giuseppe Calì e Luciano Scalia.

Nel 2015 sempre causa classifica il cantiere Ardizzone si è sentito penalizzato e annunciato il ritiro poi fortunatamente rientrato, stessa cosa per il cantiere Di Paola che lamentava parecchie diseguaglianze ed ha lasciato definitivamente il cantiere. Per il carnevale di Acireale quando un’associazione lascia i cantieri della cittadella è sempre una questione seria, perché per il carnevale acese, basato quasi esclusivamente sulla parata dei carri in cartapesta, ogni abbandono è una questione grave. Ma basta una classifica a muovere le polemiche? Si, accade sempre per tutti i concorsi a premi e per tutti quei concorsi dove c’è una giuria. Da Sanremo a miss Italia ad ogni altra manifestazione di rilievo e non solo. Polemiche che fanno parte, esse stesse, della manifestazione ma che non possono e non devono durare oltre il tempo massimo di una settimana, quando si va oltre un tempo ragionevole allora significa che siamo davanti ad un braccio di ferro che non troverà vincitori ma solo sconfitti.

L’assessore Coniglio per l’ennesima volta elenca tutte le migliorie portate alla Cittadella del Carnevale e come si è avuto coraggio a fermare per un anno le produzioni in cartapesta a favore della messa in sicurezza dei cantieri della cartapesta e dei fiori. Un elenco importante che ha avuto un giusto riconoscimento da parte di tutti e dei carristi in testa.

Così mentre consiglio comunale, fondazione del carnevale e amministrazione discutono e litigano sui premi e sulle classifiche, noi continuiamo a chiederci se una città in assoluta sofferenza economica (“Abbiamo poco più di 70 mila euro da investire sul territorio” mi sussurra con aria mesta il sindaco Barbagallo durante un incontro informale), con chiarissime difficoltà nel recupero delle strade urbane, con chiarissimi segni di impossibilità ad investire risorse nel territorio, se in questa città disperata, si possono ancora destinare cifre vicine al milione di euro per la kermesse carnevalesca acese. Lo chiediamo da tanti anni e ci hanno sempre risposto dell’indotto generato dalla manifestazione ma ancora nessuno ci ha saputo dire questo ipotetico indotto quale platea di cittadini soddisfa? In parole semplici: quanti ci guadagnano con il carnevale? Dieci, cento, mille non lo sappiamo ma certamente non possiamo stare in silenzio quando sappiamo che la povertà nella nostra città ha raggiunto ceti insospettabili.

Belcuore deve andare avanti? Certamente si continuando a cercare la strada degli investimenti privati e riducendo al minimo le risorse provenienti dall’Ente comunale. Soldi pochi per tutti, soldi pochissimi per il welfare cittadino, quindi anche meno soldi per il carnevale, questo dovrà essere il compito del presidente della Fondazione del Carnevale e non dovrà più perdere tempo a disquisire su classifiche e giurie.

(mAd)