Ed allora il PD? Ad Acireale sono scomparsi i partiti

ACIREALE – Ed allora il PD? Poche notizie, niente comunicati, nessuna iniziativa, eterna fase di stallo. Quello che accade ad Acireale per quel che riguarda tutti i partiti tradizionali, ad esclusione della LEGA e del M5S, è davvero preoccupante in termini di democrazia e pluralismo.

Come è noto la LEGA si è strutturata intorno al consigliere comunale Alessandro Coco, il M5S è al governo della città con un’importante maggioranza consiliare, i consiglieri comunali di minoranza si sono, in qualche modo, sciolti nel “Misto” e provengono da liste civiche e da Forza Italia aggregazione questa che sembra non avere più l’appeal dei tempi del cav. Berlusconi ed è diventata, più che altro, un vascello mal ridotto dove tutti scappano in cerca di altre collocazioni.

Ed allora il PD? Questo l’interrogativo, ormai diventato un tormentone dei pentaleghisti, che viene prepotentemente evocato quando si cerca di capire non solo quello che ha prodotto il governo nazionale a guida Renzi ovvero l’incapacità totale ad intercettare e comprendere i bisogni di una sempre più larga fascia di cittadini, ma anche a livello locale dove il silenzio sembra essere un letargo, anzi un coma profondo.

Si sono svolte le primarie e ad Acireale sono stati allestiti due seggi; anche nella nostra città ha vinto Zingaretti ma nel circolo di via Fabio regna il nulla. Sono state tantissime le occasioni per produrre atti e iniziative in riferimento alle scelte dell’amministrazione locale. Ci riferiamo alle qustioni legate alla vivibilità, dalle condizioni dello storico mercato a quelle di piazza Duomo aperta al traffico veicolare privato, ma anche alle questioni di bilancio, di manutenzione delle strade, della sempre eterna questione della villa Belvedere e certamente l’emergenza sociale, la disoccupazione, l’emergenza abitativa, le problematiche del post terremoto e tanto altro ancora. Nulla, silenzio, coma profondo, stato vegetativo.

Ed allora la supplenza operata dai mezzi di informazione non è più dentro i confini della comunicazione e dell’informazione, sempre più spesso deve supplire e riempire il vuoto creato dall’assenza di dibattito politico e di iniziative delle aggregazioni sociali e dei partiti di opposizione. Mai si era vista tanta lontananza dalla politica del territorio da parte della classe dirigente acese. Mai.

Ovviamente tutto questo non fa bene alla democrazia, tutto questo danneggia e corrode anche la libera informazione, tutto questo è un vuoto di opinioni che rallenta la crescita collettiva, che riduce Acireale come un luogo dove lo scambio, la trasmissione di contenuti e di temi è delegato alla buona volontà di alcuni liberi pensatori; buono ma non basta.

Ed allora il PD? Ed allora dove si trova il PD? Chi è il PD? Passano il tempo a leccarsi le ferite, sempre a combattere le beghe interne, sempre distanti dai cittadini e dalle fasce più deboli.

C’è un deficit di rappresentanza politica e di scambio che è davvero l’aspetto più eclatante dell’insostenibile leggerezza del nulla.

(mAd)