Piccola storia di Jaci – 08 agosto 1943, i Tedeschi si ritirano...

Piccola storia di Jaci – 08 agosto 1943, i Tedeschi si ritirano da Acireale.

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Ricostruzione storica della giornata dell’ 8 agosto 1943 realizzata magistralmente dal Dott. Lorenzo Bovi, studioso ed esperto delle vicende  della II guerra mondiale in Sicilia. Questa ricostruzione e’ stata possibile grazie al ritrovamento di numerose foto tedesche recuperate al BundesArchiv di Koblenza, molte di queste pubblicate nei volumi della collezione WWII Sicilia.

Il titolo ha una punta di sarcastico “gli inglesi entrano ad Acireale. Entrano, … appunto”.  Gli eserciti sono schierati, tutto è pronto per la battaglia per le strade della città, ma prevale la voglia di finire presto la campagna di Sicilia da ambo le parti, i morti sono stati numerosi per entrambi gli schieramenti….non e’ stata la tanto decantata “passeggiata” per gli angloamericani.

Giorno 8 agosto 1943: gli inglesi entrano ad Acireale. Entrano, … appunto.

Acireale si trova in Sicilia, sull’unica strada che collega Catania a Messina. Da una parte c’è il mare, con l’impenetrabile e selvaggio costone della Timpa, dall’altra si sale verso la grande Etna. E’ una discreta cittadina di circa 20.000 abitanti, famosa per le sue Terme, per la collezione numismatica del Barone Pennisi di Floristella, per il Pastificio Leonardi e per la produzione di limoni. Da alcuni anni ospita un Comando Tedesco e diverse truppe italiane di passaggio. Per andare da Catania a Messina ci si deve passare per forza.

La situazione per l’Italia è tragica, gli Inglesi sono sbarcati in Sicilia e dopo aver lasciato migliaia di morti sul terreno sono finalmente riusciti ad arrivare a Catania. Anche i Tedeschi hanno già avuto le loro durissime perdite, prima per contrastare lo sbarco e poi al Ponte di Primosole (dei 1.400 uomini del 3° Reggimento Paracadutisti almeno 1.100 sono stati uccisi, catturati o feriti – erano arrivati in Sicilia dalla Francia due giorni dopo lo sbarco alleato). Ora si stanno ritirando verso Messina, dove riusciranno a mettere in salvo oltre lo Stretto migliaia di uomini e centinaia di mezzi (la guerra poteva già finire lì). Intanto il Duce è stato arrestato e già si prevedono “salti di barricata”.
I tedeschi in ritirata decidono di creare un nuovo sbarramento proprio ad Acireale e ci piazzano in agguato i paracadutisti del 4° Reggimento (Fallschirm-Jäger-Regiment 4), al comando del tenente colonnello Erich Walther, da cui prenderà il nome il Kampfgruppe Walther (comprendente il FJR 4, il Fallschirm-MG Bataillon 1, il Fallschirm-Pionier Bataillon 1, il Fallschirm-Panzerjager Abteilung 1, e parte del Fallschirm-Artillerie Regiment 1.

Il 4° FallschirmJäger Regiment comprendeva il Comando, un Plotone Comunicazioni, un Plotone Ciclisti, un Plotone Pionieri, il 1° Fallschirmjäger Battalion (Maggiore Egger), il 2° Fallschirmjäger Battalion (Maggiore Vosshage) ed il 3° Fallschirmjäger Battalion (Capitano Grassmel). Molti di questi erano appena arrivati in Sicilia, ancora freschi freschi con i bei vestitini stirati, altri arrivavano invece dalla terribile battaglia di Primosole.

Va detto che questi paracadutisti non c’entrano nulla con i tedeschi presenti ad Acireale fino ai giorni dello sbarco, i quali avevano con la città un rapporto di profondo rispetto ed amicizia. Qui si tratta di “combattenti puri”, destinati alla morte, per i quali ogni casa ed ogni pietra sono semplicemente mezzi da usare nel raggiungimento del loro obbiettivo, dettato da un ordine superiore. Per loro Acireale era una semplice tappa come tante altre, e non un pezzo di vita come lo era stato per i loro predecessori. In quest’ottica va vista la famosa opera di segnalazione degli edifici d’abbattere che vide il coraggioso intervento di alcuni acesi dotati di vernice, corsi a “cancellare” i segnali che i tedeschi avevano posto sulle case da demolire (per ritardare l’avanzata alleata).

Ma torniamo a quel giorno. Nelle campagne di Guardia, frazione di Acireale, vengono nascoste in mezzo alla vegetazione le batterie di artiglieria con pezzi da 88 del 1° Reggimento Artiglieria Paracadutisti (Maggiore Schram) pronte a sparare “su tutto quello che si muove” grazie ai collegamenti radio con le vedette. Su di un tavolo in mezzo al bosco, i comandanti tedeschi studiano la cartina della Sicilia (si riconoscono in alto Acireale con a destra Catania). 

Invece nelle vie della città ci si prepara al combattimento corpo a corpo. I tedeschi si posizionano al termine delle due arterie principali di Acireale, da cui si domina la via verso Catania. E aspettano. In fondo a Corso Umberto, davanti alla Villa Comunale (parco pubblico con giardino botanico) sistemano un cannone controcarro PAK 40, giusto in mezzo allo sbarramento dotato di bunker che gli italiani avevano precedentemente realizzato, controllando la via fino alla piazza Duomo. 

Poi si piazzano in agguato con uno o due carri armati StuG 40 della “Herman Goering” alla Villa Barone S. Lucia (già occupata precedentemente dai tedeschi) in fondo a Corso Savoia, dove la strada devia a destra per S. Maria Ammalati (i tedeschi avevano lì un ospedale da campo) e poi verso Messina. Dico uno o due StuG perchè nelle foto si vedono due diverse mimetizzazioni, ma potrebbe anche essere lo stesso carro ripreso in due momenti differenti (le foto sono state fatte da due fotografi di guerra anche se nello stesso giorno). Vicino ad uno StuG vediamo il Maggiore Egger comandante il 1° Fallschirmjäger Battalion, intento a distribuire ordini d’attacco. 

Un paracadutista si prepara alla battaglia costruendosi un piccolo riparo: ha spaccato il muretto di recinzione della villa creando una feritoia dalla quale può inquadrare con la sua Mg tutta la via; dietro di lui si intravede un carro armato pesantemente mimetizzato con teli mimetici e reti. Altri paracadutisti si nascondono dietro i muri delle case ed aspettano.

Ecco! Si sente un esplosione! I Pionieri tedeschi hanno appena fatto saltare il ponte sulla ferrovia, proprio davanti alla Stazione di Acireale (un testimone ricorda di aver visto uno di questi tedeschi correre via ferito dallo scoppio). Vengono anche incendiati i depositi di carburante al Castello Scammacca (Comando Tedesco), per non lasciare nulla al nemico.

Gli inglesi stanno arrivando. I carri armati del 44° Royal Tank Regiment entrano in Piazza Duomo, e qui comincia la festa! Bastano pochi colpi tedeschi per far capire che “da lì non si passa”. Anche i carri armati inglesi sparano alcuni colpi, ma non servono nemmeno a spaventare. La barriera che i paracadutisti tedeschi hanno alzato è tale che il messaggio è chiaro: “dateci il tempo di far ritirare le nostre truppe, oppure ci dovrete venire a prendere uno per uno”. E di morti ce ne sono già stati tanti, se ne contano già più di 4.000 per parte.

Nemmeno gli inglesi hanno più voglia di morire, entrano ad Acireale l’8 agosto e qui si fermano. Aspettano che i tedeschi se ne vadano da soli, una volta terminate le operazioni di imbarco nello Stretto di Messina, oppure che le navi al largo riescano a farli sloggiare coi loro grossi calibri.

I carri armati alleati arriveranno a Giarre (pochi km) solo due giorni dopo, e ce ne metteranno altri 4 per raggiungere Taormina il 14 agosto. E’ una resa non detta, di chi ti sta lasciando andare, nella speranza che la prossima volta “tocchi a qualcun altro”.

@ Lorenzo Bovi – Diritti riservati

Lamba Doria – Siracusa