Tromba d’aria, assenti e demotivati

 

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Tanta spinta per Acireale abbiamo visto in questi giorni, tantissimi si sono sbracciati per dare il loro contributo a ripulire la città da tutto quello che la furia del fenomeno meteorologico ha lasciato per le strade, sui tetti, ovunque.

Una giornata di trasversalità è stata in scena (una scena senza protagonisti) il 9 novembre al piazzale COM. Amministratori con le loro famiglie, gli scout, il volontariato della protezione civile, l’Acireale Rugby, semplici cittadini senza sigla, il gruppo della “putia” come quello del M5S, alcuni marinai statunitensi, tutti a ripulire Acireale e cercare di esorcizzare e dimenticare in fretta iol disastro togliendo dalla vista le ferite. Alberi divelti, tetti volati via, grondaie, autovetture, strutture pubbliche come il Teatro Maugeri, il Palavolcan, la Cittadella del carnevale, vetri, sassi, lamiere, pali della luce, un insieme di devastazione che ha lasciato sgomenti.

Eravamo anche convinti che una delegazione di impiegati comunali potevano e, a nostro avviso, avrebbero dovuto e potuto mettere insieme una bella squadra da aggregare agli altri volontari in modo da fornire un contributo e un attestato (concreto e fisico) di vicinanza alla città ferita. Questo non è accaduto e ci rammarichiamo (anche se sicuramente tanti a livello personale si sono dati da fare) perché sarebbe stato un bel gesto da parte degli impiegati comunali, precari e non, se avessero indossato tutti insieme una pettorina del Comune di Acireale per dare l’idea che insieme si raggiungono obiettivi e si concorre per ristabilire il bene comune. Questo ci fa capire quanta potenziale demotivazione c’è ancora nella macchina burocratica acese e quanto strada ancora bisogna fare prima che ci si senta dentro una comunità partecipe, attiva, unita e condivisa.