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Acireale – Terme il termometro del degrado

Tutti presenti, eleganti, fotogenici, eloquenti, bendisposti, dinamici.
La politica all’ultima cifra, quella punto zero, o zero punto, dipende, anche se, alla fine, non ha nessuna rilevanza; numeri.
Terme. I cancelli sono chiusi, porte e finestre sprangate e, con loro, parte del nostro passato, tutto il presente e decenni di futuro, sono stati annullati, umiliati, privati; privati da ogni parvenza di decenza, di speranza, di virtù.
Da queste parti il silenzio la fa da padrone, una bella montagna di rifiuti, ben composta e assortita, sacchetto sopra sacchetto, è l’ultima firma di chi non ha compreso il senso del proprio essere e di chi, a quella incomprensione, per anni, ha fatto l’occhiolino.


Oltre, io non posso entrare, mi dicono che è uno scempio. Tutto vandalizzato, impianti elettrici sradicati, impianti di condizionamento squarciati, pavimenti demoliti, cessi distrutti, vetri frantumati.
Via l’acciaio, il rame, i tavoli, le sedie, l’illuminazione, i servizi igienici, interi impianti di climatizzazione e tanto, tanto, altro.
All’Hotel delle Terme, mi dicono, io non posso entrare, che la situazione non cambia, decine i furti: mobili, climatizzatori, cavi elettrici, infissi, frigoriferi, lavelli e molti, molti oggetti di valore di cui nessuno ricorda e ricorderà più l’esistenza.


E poi? E poi i famosi quadri, le opere d’arte, i sontuosi vasi; storie che oramai sono semplici leggende, leggende metropolitane, leggende siciliane.
Cari politici, venite davanti questi cancelli, apriteli e mostrate a noi, vostri elettori, la triste realtà di cui siamo proprietari e senza tanti giri di parole, giustificate la devastazione di questi luoghi.
Se avete forza, spalancate quelle porte e presentateci tutte le vostre azioni di contrasto passate e presenti, elencateci i vostri progetti, le vostre visioni, i vostri propositi, ma fatelo da qui e non da quelle ovattate e sbiancate sale, botteghe centrali, attività da adibire alla vendita commerciale e non alla svendita delle parole.
Date la possibilità a noi, figli e genitori di questi luoghi, di poterne verificare lo stato di salute, così da poter ben comprendere il perché, oggi come ieri, la politica non ha saputo, o non ha voluto, che quegli spazi raccontassero un’altra storia.
E non mi dite che il discorso Terme è un caso complicato, perché è per risolvere i casi complicati che noi umili cittadini sosteniamo le esose spese della politica Regionale, uno dei parlamenti meglio retribuiti al mondo, altrimenti avremmo fatto da soli e, probabilmente, con migliori risultati.


(Petra Sappa)

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