E QUINDI USCIMMO A RIVEDER LE STELLE…(E SOPRATTUTTO LA LUNA)

E poi ci sono loro, quelli di Vie Traverse, che non sbagliano un colpo e che come sempre non ti deludono mai con eventi sempre interessanti, ben curati e raffinati. Come quello di ieri sera, al Belvedere di santa Caterina, che ha inchiodato al buio centinaia di acesi.
Beh, quello di ieri era un evento fuori dall’ordinario, uno di quelli che “quanto ti ricapita”, per cui vuoi esserci a tutti costi. C’era l’eclissi totale della luna, ed era una splendida e calda notte di mezza estate che invitava ad uscire, a restare incantati a non guardar altri che lei, la Casta Diva. C’era la bravissima Mariella Fischetti (anima di Vie Traverse) a ricordarci in quale luogo bellissimo ci trovassimo e che forse dovremmo tutti non scordare che quel luogo incantevole merita più cura e attenzione, la stessa cura e attenzione che è mancata, a pochi passi da lì, alla Gazzena qualche giorno prima, quando la bestialità umana, coadiuvata da un fortissimo vento caldo, ha distrutto ettari preziosi di storia naturalistica.
C’era la dottoressa Innocenza Busà, astrofisica INAF dell’osservatorio astrofisico di Catania, che ha parlato -senza annoiare la numerosa platea fatta anche di bambini- del nostro sistema solare, dei pianeti, della luna e di quali circostanze favorevoli debbano trovarsi affinché possa generarsi un fenomeno del genere.
E poi c’era lei, la vera protagonista della serata: la luna. L’ abbiamo visto sorgere dal mare ed eclissarsi lentamente, passando dal cono d’ombra, alla zona d’ombra vera e propria. E per un tempo lunghissimo, ben 1 ora e 43 minuti, non per nulla definita la più lunga del secolo.
Tante, tantissime persone desiderose di osservare per qualche secondo attraverso il telescopio, attendendo, nonostante la fila, il proprio turno, ascoltando anche, nell’attesa, chi attraverso un laser puntava Giove, Venere che poi è tramontata, Altair, Antares, la costellazione del Cigno, l’Orsa Maggiore, la Stella Polare. Insomma, ci costringeva a guardare verso l’alto, verso un universo immenso e lontano anni luce da noi, nei confronti del quale non possiamo far altro che sentirci infinitamente piccoli e insignificanti.
E infine, voglio spendere anche una parola, per lui, il pianeta Marte, che si presentava ai nostri occhi come un puntino brillante ai piedi di un’enorme luna, lui che in realtà è molto più grande. Eppure, mi piace pensare che ieri anche lui, che nella mitologia classica rappresenta la forza in quanto dio della guerra, si trovasse ai suoi piedi, ai piedi della luna, deponendo le armi ad osservare l’eclissi.

Valeria Musmeci