Mobilità e inquinamento. Aspettavamo uno scatto di civiltà urbana

ACIREALE – Nel rapporto dell’osservatorio per la mobilità sostenibile abbiamo conferma che il 70% dell’inquinamento è prodotto nelle città, ed è altrettanto noto che “la penetrazione del PM nell’albero tracheobronchiale è in funzione di alcuni fattori. Le PM10 di diametro < di 10 micron sono quelle inalabili, quelle di diametro < a 2,5 sono il particolato fine respirabile, in grado di raggiungere le vie aeree periferiche”.

Approfondisce il tema “ai microfoni di TGR Leonardo e Rai news è stato Roberto Prota, Direttore del reparto di Pneumologia dell’Azienda Ospedaliera Ordine Mauriziano di Torino. Afferma il dott. Prota: “La patologia respiratoria è in costante aumento. Asma, bronco pneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), insufficienza respiratoria. La BPCO, secondo l’OMS è la terza causa di morte al mondo e rappresenta un rilevante problema economico per i sistemi sanitari.”

Le città quindi devono, da subito, attrezzarsi per indirizzare la loro azione amministrativa nel rispetto della salute e mettere in atto piani per una vera mobilità sostenibile. La riduzione delle emissioni deve essere il vademecum di una buona amministrazione che deve indirizzare la propria azione amministrativa a protezione dell’ambiente, della salute pubblica e a quella dei beni architettonici. Invece nella nostra città abbiamo assistito, sin dal lontano dicembre 2004 ad un’estenuante confusione e incapacità a prendere delle decisioni che se in un primo momento sarebbero potute sembrare impopolari oggi avremmo potuto vantarci di essere una città attenta all’ambiente, alla salute e realmente votata al turismo.

Invece siamo ancora a discutere di step, discutere di ambiente, di vivibilità, di emissioni e di trasporto pubblico. Parole che si perdono nel calcolo gretto della popolarità delle scelte, come se la maggioranza (o presunta tale) deve sempre avere le ragioni e le chiavi degli atti amministrativi. Abbiamo spinto tanto su questo tema perchè il tema della mobilità è argomento economico, ambientale e di tutela della salute. Una sana e attenta analisi del territorio, della viabilità avrebbe dovuto portare a soluzioni definitive, invece ogni cosa è stata oggetto di contrattazione con quelli che in termini bonarie definiamo stakeholder che altro non sono che un management retrivo, conservatore e disattento.

Difficile dimenticare il primo atto dell’amministrazione acese. Quella determinazione che ha portato indietro l’orologio del progresso e che ha cancellato con un colpo di spugna anni di dibattito e di piccole ma importanti conquiste. Rimaniamo basiti quando leggiamo nei programmi del M5S tutte le azioni a protezione dell’ambiente e vedere come, dalle nostre parti, questi riferimenti programmatici e culturali sono assolutamente inapplicati.

Si baratta qualche posto auto per ricevere benevolenza “social” e ci si dimentica che una parte notevole di cittadini elettori hanno già da tempo deciso di togliere la fiducia a questa amministrazione che sembra più un’accozzaglia di burocrati che amministratori lungimiranti.

(mAd)