Piccola storia di Jaci – Storia dimenticata di tre amici destinati al fronte Macedone.

 

 

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Testimonianza raccolta dallo studioso Aurelio Grasso dalla Famiglia Ferlito di Acireale.

I tre Amici, come essi stessi si dichiarano, forse compagni di mille avventure nella natia Acireale vengono destinati al fronte Macedone. Per mesi i tre Amici affrontano il nemico e dopo ogni attacco si accertano che ogn’uno di loro stia bene. Ma il tempo inclemente che vide i ragazzi, ormai uomini, uniti nella natia Acireale e sotto le bombe in terra straniera lacerò con il sangue di uno di loro la permanenza in Macedonia.
Nel marzo del 1917 a quota 1050 sopra Salonicco gli Italiani sono sotto attacco del nemico che non lesina di utilizzare anche gas asfissianti contro di loro.
Giuseppe Gambino, con il grado di Sottotenente comandava i suoi uomini del 63° Reggimento ottava compagnia e nell’infuriare del conflitto incitava i suoi uomini alla calma ed a resistere mentre provvedeva che non rimanessero senza armi ne maschere per difendersi dai venefici gas.
Negli intervalli tra uno scontro e l’altro si provvedeva a rimuovere feriti e deceduti e si provvedeva altresì a ripristinare le linee difensive danneggiate.
Il 31 Marzo del 1917 mentre era intento a dirigere i lavori di rafforzamento di una trincea una granata nemica cade sul campo e nell’esplosione Giuseppe veniva investito in pieno petto strappandolo alla vita.
Gli Amici Gioacchino e Rosario che tanto gli furono cari non lasciarono che il suo corpo venisse sepolto nella nuda terra ove una misera Croce ne segnalava l’esistenza ma provvidero a dare al carissimo Amico degna sepoltura presso il cimitero dei caduti italiani a Salonicco.
Ma poiché Gioacchino, già padre, ben capiva quale dolore comportasse per un genitore la perdita di un figlio scattò alcune foto e la inviò al genitore del defunto Amico ad Acireale.
Rosario Gambino che appresa aveva la notizia della dipartita del proprio ragazzo alla cui memoria veniva assegnata una Medaglia di Bronzo al Valor Militare gradì più di qualsiasi medaglia il gesto dei due Amici del proprio figlio che in terra straniera avevano provveduto ad una degna sepoltura del diletto figlio.
Il sottotenente Giuseppe Gambino, sebbene i propri cari in sua memoria fecero realizzare una sepoltura nel Sacrario acese, riposa a Salonicco nella tomba fatta erigere per lui dagli Amici Gioacchino Ferlito e Rosario Grasso.
Di seguito riportiamo la lettera scritta da Sebastiano Gambino a Gioacchino Ferlito per manifestare tutta la sua gratitudine e stima.

Acireale 17 novembre 1918

Pregiatissimo Sig. Ferlito,
Pur non avendo avuto per il passato il bene della di lei amicizia, piglio occasione tuttavia oggi per esprimerle i sensi della mia più alta stima e gratitudine, pel pensiero gentile avuto da lei, insieme ad un altro suo amico sig. Rosario Grasso, e verso la memoria del mio caro figlio, sottotenente Giuseppe Gambino, caduto costì l’anno scorso in quota 1050, e verso la Famiglia del caro Estinto, col volerci inviare l’unico e più caro ricordo che a tanta distanza si possa di lui avere. la fotografia cioè della tomba che racchiude le spoglie dell’amato congiunto in sì lontane terre perduto.
Grazie, grazie di cuore, debbo darle, anche a nome della mia Famiglia, nel ricevere oggi N. 2 copie della fotografia della tomba di mio figlio, che lei, insieme all’amico sig. Grasso, idearono di fare in occasione della visita al Camposanto degli Italiani caduti costì, e che Lei ha voluto tanto gentilmente portare ad esecuzione e curarne la spedizione per farcele subito pervenire.
Quanta gradita sia stata tale sua nobile idea alla Famiglia ed in modo speciale al cuore di un padre, è inutile dirlo, e lei che è padre capirà per intiero quale ne è stato e potrà esserne il mio apprezzamento.
Ho molto ringraziato subito la sua Famiglia che me le ha fatto pervenire, e, mentre l’ho pregata di inviarle i miei ringraziamenti ho domandato il di lei indirizzo anche per adempiere ad un altro mio giusto dovere verso di Lei, direttamente.
Or, se del di Lei alto e nobile pensiero non potrò altrimenti ringraziarla che coi doverosi sensi e coll’attestato d’una mia imperitura riconoscenza e gratitudine, c’è però un dovere che per intiero desidero subito di adempiere ed è di corrisponderle le spese tutte cui Lei è incorso per l’attuazione della sua nobile idea.
Non so se e quale parte di spese abbia pure sostenuto il suo amico Sig.Rosario Grasso, che in una lettera mi faceva sapere della comune concezione di tale idea scusandosi poi di non poter essere presente il dì dell’attuazione.
La prego, quindi, di dirmi specificatamente tutte le spese sostenute da Lei e se e per quanto con Lei vi abbia in esse contribuito il Sig. Grasso, del che oltre a ringraziarlo sono tenuto e desidero subito, com’è dovere, rimborsarlo.
Colla preghiera d’una cortese sua risposta in proposito, rinnovole i miei più ….. ringraziamenti e colla mia più grande stima si abbia i miei più cordiali e distinti saluti.
Dal suo devotissimo
Sebastiano Gambino
Via Pennisi 72 Acireale.

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Lapide del Sacrario dei Caduti di Acireale