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Questione Raggi – L’on. M5s Angela Foti: “Dove sono finiti quei leoni da tastiera?”

Il 2 febbraio 2017 la sindaca di Roma, come scrissero tutte le testate giornalistiche, viene indagata e poi interrogata per la questione “assicurazione”: indagata per la nomina di Marra. I garantisti, quelli veri e sinceri, si sono limitati a adre la notizia e a ribadire che si è innocenti fino a prova contraria; così come vuole lo Stato di Diritto che intendiamo difendere sempre e con passione. Ovviamente sono arrivati anche attacchi al M5S e alla loro presunta “doppia morale”.

L’indomani (3 febbraio) la sindaca di Roma va da Mentana e rilascia un’intervista che sembra aver convinto definitivamente l’onorevole pentastellata acese Angela Foti che così scrive nella sua pagina facebook: “Dove sono finiti quei leoni da tastiera che ieri linkavano articoletti sulla Raggi e che oggi si sono eclissati? Certo, oggi che ne esce pulita e che concede una bella intervista da Mentana, tutto tace. Continuate così che questo accanimento porta bene!”

A proposito di questo “spunto” della Foti vogliamo rispondere che: 1) I leoni da tastiera ad oggi lo sono per definizione gli attivisti e i vertici del M5S. Hanno fatto, così come previsto da Casaleggio padre, della rete la loro piattaforma elettorale e per la ricerca del consenso. Suona strano che, per la questione Raggi, l’on. Foti attacca la libera discussione nella rete. 2) Sul concetto di “articoletti” ci sarebbe tanto da dire dal momento in cui non c’è stata una sola testata (piccola, media e grande) che non abbia riportato con dovizia di particolari la questione Roma. 3) “Certo oggi che ne esce pulita….” Quindi secondo la Foti la sindaca romana ne esce pulita solo perchè rilascia un’intervista a Mentana dove ovviamente porta le sue motivazioni. 4) L’accanimento porta bene? Non credo onorevole Foti che porti così bene dal momento in cui avete contribuito attivamente (con accanimento) quando chiedevate le dimissioni di Marino (sindaco di Roma) risultato poi assolto per i fatti contestati.

Oggi (87282017) la Raggi è di nuovo indagata, questa volta per la nomina di Romeo. I pm della procura di Roma contestano di nuovo la stessa fattispecie di reato alla sindaca della Capitale, in concorso con il dipendente scelto per guidare la segreteria politica del Campidoglio.

Infine. Il garantismo porta a posizioni che sono di rispetto e di attesa. Rispetto per l’indagato (ma anche per l’imputato) e attesa che la Magistratura faccia il suo corso, fino in fondo. Per noi garantisti la Raggi è innocente, per noi garantisti anche Marino era ed è innocente. Quello che vogliamo sottolineare con dispiacere e una certa desolazione d’animo è semplice. Non si può costruire la propria legittimazione politica sugli accadimenti giudiziari altrui ed essere flessibili e proni per le questioni proprie. Non si può.

La speranza è che, dopo aver modificato il non statuto e dopo la questione Raggi, il Movimento 5 Stelle comprenda che la strada del giustizialismo porta a breve termine al successo ma poi si ritorce contro e saltano le teste. Ricordo bene la prima Lega bossiana quando agitava le forche in Parlamento, poi alcuni di loro si ritrovarono con i diamanti in mano in un bel Paese off shore.

Garantismo sempre perchè il giustizialismo crea consenso ma uccide la democrazia.

(mAd)

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