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RICOLLOCATA LA PANCHINA ROSSA DEDICATA A GIOVANNA E AL PICCOLO FRANCESCO

Quattro anni fa, in occasione del decimo anniversario della loro scomparsa, fu posta una panchina rossa nella frazione di Guardia in memoria di Giovanna e del suo piccolo Francesco, di soli quattro mesi, brutalmente uccisi dal compagno di lei e padre del bambino, il quale sta scontando l’ergastolo.
La panchina nasceva da una iniziativa promossa da alcuni cittadini della piccola comunità, tra i quali Nino Castorina e Luciana Calabretta, spinti dal desiderio di mamma Alfina Tornatore e della famiglia, che per dieci anni avevano vissuto il proprio dolore nel silenzio e nell’incomprensione di molti. Quando l’ho conosciuta, Alfina soffriva da troppo tempo il mancato ricordo dei suoi cari, si sentiva sola e abbandonata e aveva visto in quella panchina il simbolo di una giusta considerazione nei riguardi del suo di ergastolo, quello del dolore e della disperazione.
Aveva visto ridare voce ed espressione a quella figlia strappata alla vita in un giorno che doveva essere di festa, quello del battesimo di Francesco.

A dicembre del 2017, la panchina rossa fu collocata, nello slargo Rosario Lo Presti, a Guardia Mangano, vicino casa della famiglia, vicino il luogo del delitto e di fronte al posto di lavoro di Giovanna.
Una panchina forse ancora più sentita delle altre, una panchina donata alla memoria delle due vittime, e per tutte le vittime di violenza e di qualsiasi genere, dopo un percorso guidato da Vera Squatrito che per l’occasione incontrò più volte i bambini e i ragazzi della comunità nei locali dell’oratorio, perché quel simbolo venisse pienamente compreso e interiorizzato e assumesse un significato davvero profondo.

In un pomeriggio qualsiasi dello scorso gennaio, la panchina è stata rubata, caricata su un camion come fosse la cosa più normale al mondo.
La panchina che ogni giorno Alfina guardava tutte le volte che usciva da casa o vi faceva ritorno, alla ricerca di un flebile conforto, in poche ore, non c’era più, rigettando nello sconforto tutta la famiglia, ferita ancora una volta da un gesto diversamente ma ugualmente violento.
Alla notizia, è subito partita una gara di solidarietà, in tanti si sono indignati e hanno sentito nel cuore la stessa tristezza dei familiari, alcuni si sono proposti di acquistare e ricollocare la panchina nell’immediato.
E prontamente, l’assessore alle politiche sociali, Palmina Fraschilla, insieme ai consiglieri Ugo Trovato e Angela Marino, si sono attivati in prima persona per riportare la panchina al proprio posto, motivati da un grande spirito di vicinanza e appartenenza.
E lunedì scorso, il 31 gennaio 2022, durante una piccola cerimonia simbolica, alla presenza del sindaco Stefano Alì e delle altre rappresentanze tra autorità civili, militari e religiose, la panchina è tornata al suo posto.
Alcuni alunni della scuola primaria del 3 IC G. Rodari, accompagnati dai loro insegnanti e dalla Dirigente Elisabetta Maggio, hanno tinteggiato di rosso la nuova panchina e letto una poesia dell’insegnante Pina Spinella, la quale dedicò, all’epoca dei tragici avvenimenti, una ninna nanna al piccolo Francesco.

Un momento emozionante per Alfina Tornatore e Rosy Toscano, la mamma e la sorella di Giovanna, e per il piccolo Kevin, il nipotino, che ha partecipato insieme ai compagni di scuola, portando anche lui il suo contributo d’affetto per la zia e il cuginetto scomparsi e che non ha mai avuto la possibilità di conoscere.

Una nuova targa è stata posta accanto alla panchina, per sottolineare l’inqualificabile gesto del furto che dimostra la totale mancanza di rispetto verso un simbolo significativo contro la violenza, mancanza di rispetto alla memoria delle vittime, alla famiglia e all’intera comunità.

La famiglia Tornatore ringrazia tutti coloro che si sono adoperati e quanti sono intervenuti, partecipando e stringendosi al loro dolore che da ormai quattordici anni li accompagna in ogni momento della loro vita.

Laura Magliocco

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